Ucraina, Usa e Russia negoziano senza l’Europa che ora si preoccupa

venerdì, 14 Febbraio 2025
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L’auspicio che il bagno di sangue sul fronte ucraino si fermi è il primo obbiettivo del governo degli Stati Uniti targato Donald Trump anche se non si sbilancia sulle trattative per dire stop ad un conflitto che da due anni tiene con il fiato sospeso una porzione di mondo e gli stati limitrofi: quello ucraino – russo. E mentre il vertice di Davos incalza il leader americano di parte repubblicana è fiducioso sulla fine delle ostilità ma i negoziati , ribadisce, sono solo al primo giro di tavolo ed è presto per dare bilanci sulle parti e sugli accordi. A dirla meglio al posto del Tycoon e senza un filo di appeal diplomatico è il suo vice Vance che in un’intervista al Wall Street Journal, ammonisce Mosca sottolineando senza mezzi termini che gli Usa colpiranno la Russia con sanzioni e potenzialmente con azioni militari se Putin non accetterà un accordo di pace con l’Ucraina, che garantisca l’indipendenza a lungo termine di Kiev. Vance afferma che l’opzione di inviare truppe Usa in Ucraina se Mosca non negozia in buona fede rimane ad oggi sul tavolo. Toni duri che fanno presagire una presa di posizione meno morbida e amicale delle aspettative tra le due super potenze. Che la guerra fredda sia un capitolo ancora non archiviato? Staremo a vedere. Intanto oggi a Monaco Donald Trump incontrerà de visu il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Mentre il Cremlino ha già dato conferma di un prossimo e imminente vertice con la head line degli Stati Uniti e la delegazione della Presidenza Trump in Arabia Saudita per parlare di pace in Ucraina. Qualcosa si muove anche se l’affaire ucraino sconvolge e inquieta i leader europei preoccupati in primis che i negoziati tra Trump e Cremlino sull’Ucraina taglieranno fuori il vecchio continente.

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