Attacco a Mattarella, qual è il vero obiettivo dei russi

sabato, 15 Febbraio 2025
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Sergio Mattarella ha subito un attacco di inusitata violenza da parte della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che definito  «invenzioni blasfeme» le parole pronunciate dal presidente durante una lezione all’università di Marsiglia il 5 febbraio. Si tratta chiaramente di un colpo all’Italia per le posizioni assunte sull’Ucraina. Ma la tempistica suggerisce che l’obiettivo del Cremlino è forse più complesso e sofisticato.

Cerchiamo di capire di cosa potrebbe trattarsi ricordando innanzi tutto quello che ha detto il capo dello Stato nel suo discorso. Il presidente ha evocato quanto accadde in Europa dopo la Conferenza di Monaco del 1938, quando «anziché la cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione». E furono, per Mattarella, guerre di conquista. «Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura».

Il riferimento storico è certo forte. Ma il senso del discorso del presidente non è quello di paragonare la figura di Vladimir Putin a quella di Adolf Hitler, bensì di mostrare i limiti della politica di “appeasement”, cioè la politica volta a ottenere la pace a tutti i costi, anche attraverso eccessive concessioni alla potenza vocata all’aggressione. In questo modo – ragiona Mattarella – non si ottiene la pace ma si ritarda, solo per un po’, lo scoppio della guerra.

I russi si sono comunque sentiti offesi. «È strano e folle – ha dichiarato la Zakharova –sentire invenzioni così blasfeme dal presidente dell’Italia, un paese che sa in prima persona cosa sia veramente il fascismo». Si può capire la suscettibilità dei russi su questo punto, viste le sofferenze inaudite da loro patite a seguito dell’aggressione hitleriana del 1941. Quello che però appare insolito è che questa furiosa reazione sia arrivata dieci giorni dopo le parole di Mattarella. Logica vorrebbe rispondere a stretto giro a parole ritenute “blasfeme”. Perché aspettare tanto? Perché rispondere, duramente, quando le parole del presidente italiano erano già state abbondantemente archiviate?

Sorge allora il sospetto che in realtà ci troviamo di fronte a un attacco a freddo all’Italia e che l’”indignazione” per le parole del capo dello Stato sia solo un pretesto. Fondatissimo è il dubbio che il vero obiettivo dei russi non sia Sergio Mattarella bensì Giorgia Meloni. Guarda caso, la Zakharova ha esternato contro il nostro presidente della Repubblica all’indomani dell’annuncio che Donald Trump e Vladimir Putin hanno avviato un dialogo per porre termine alla guerra in Ucraina. Singolare no?

Ecco dunque il senso, sottile, dell’operazione russa: tenere sotto pressione proprio il governo europeo più vicino, in questo momento, all’amministrazione Trump, proprio insomma l’esecutivo che dovrebbe fare da “cerniera” tra gli Usa e l’Europa. E ciò mentre la Germania si trova nel pieno di un delicatissimo passaggio politico-elettorale e mentre la Francia, l’atlantissima Francia macroniana, è fuori gioco a causa dell’instabilità politica causata dal suo presidente. Insomma, l’Italia appare in questo momento, in vista delle possibili trattative per l’Ucraina, come l’ingranaggio più delicato del fronte euro-atlantico, come il fattore che potrebbe riportare compattezza nella politica estera dell’Ue, ma che potrebbe, nello stesso tempo, determinarne la dissoluzione nel malaugurato caso in cui questa “cerniera” occidentale non dovesse funzionare.

Comunque vada, alla Meloni spetta ora di svolgere un ruolo delicatissimo. La sua risposta all’attacco russo contro Mattarella è stata veemente: «Gli insulti- ha detto la premier-  della portavoce del Ministero degli Esteri russo, che ha definito “invenzioni blasfeme” le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, offendono l’intera Nazione italiana, che il Capo dello Stato rappresenta. Esprimo la mia piena solidarietà, così come quella dell’intero Governo, al Presidente Mattarella, che da sempre sostiene con fermezza la condanna dell’aggressione perpetrata ai danni dell’Ucraina».

Giorgia Meloni ha dunque chiara qual è la posta in gioco. Il problema è che dovrà indossare l’”elmetto”. Gli attacchi del Cremlino all’Italia sono, con ogni probabilità, solo all’inizio.

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