Zelensky incontra Starmer: “Resteremo con voi fino alla fine”

sabato, 1 Marzo 2025
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«Resteremo al fianco dell’Ucraina fino alla fine». Un messaggio chiaro, diretto e senza tanti fronzoli quello inviato dal primo ministro britannico Keir Starmer a Zelensky durante l’incontro di oggi al numero 10 di Downing Street. Dall’inizio alla fine del bilaterale è stato chiaro che Starmer volesse inviare un messaggio, quello di un Regno Unito forte, diplomaticamente rilevante, diverso dagli alleati statunitensi che ieri hanno distrutto il presidente ucraino. All’arrivo di Zelensky, Starmer si fa trovare fuori, accogliendolo con grande affetto e esprimendo più volte la propria vicinanza: Londra, insieme al resto del continente europeo, appoggerà ora e sempre l’Ucraina.

Dopo l’incontro di ieri, reazioni e critiche a Trump

Dopo l’inaspettato, durissimo e senza precedenti scontro verbale di ieri tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’intero mondo trema di fronte al pensiero del futuro della guerra in Ucraina e delle reazioni che il tycoon avrà al battibecco. Allo studio ovale Trump e Vance hanno dato via ad uno scontro 2 contro 1 (il povero Zelensky) senza possibilità di risposta, con toni di voce fuori dal normale per un incontro tra due leader mondiali.

In tanti hanno pensato (e temuto) che l’incontro altro non fosse che una vera e propria imboscata contro il presidente ucraino. Un momento organizzato dai due capi repubblicani per diminuire la credibilità di Zelensky e farsi vedere forti davanti al mondo intero e, soprattutto, davanti al presidente russo Vladimir Putin, con i democratici che hanno già denunciato l’atteggiamento di Trump e Vance paragonandoli a bulletti. Quest’idea è stata però prontamente rinnegata da funzionari della Casa Bianca interpellati da varie testate americane, che hanno affermato come l’incontro doveva essere un momento di dialogo verso una pace duratura e destinato a firmare l’accordo ma che le cose sono sfuggite di mano con il leader ucraino che è andato via, o forse addirittura è stato cacciato, in tempi record.

Se sul momento le reazioni dei potenti sono state delle più disparate, oggi l’Europa sembra unirsi contro Trump e in difesa di Zelensky, con la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock che ha immediatamente definito l’incontro come un «brutto sogno». La NATO  però, sa che senza gli Usa può davvero poco, per questo Mark Rutte, segretario generale dell’alleanza atlantica, ha  esortato Zelensky a «riparare» i rapporti con Trump “Dobbiamo unirci – Stati Uniti, Ucraina ed Europa – per portare una pace duratura in Ucraina”.

Fortunatamente però, Zelensky sembra aver capito la difficoltà della situazione e soprattutto l’importanza degli Stati Uniti e dei loro aiuti. Per questo motivo ha pubblicato un post su X aprendosi al futuro accordo sui minerali in cambio della fine della guerra nel territorio.

Da Washington a Milano, le proteste contro il presidente statunitense si sono prontamente organizzate in tutto il mondo, con ucraini e non che si sono radunati in svariate piazze europee per andare contro «l’assurdo show» di Trump.

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