Effetto-Trump. E ora la Ue e Meloni? Ecco la vera partita

sabato, 1 Marzo 2025
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Non ci sono né vinti, né vincitori.

Né la ragione sta solo da una parte ma la cronaca ci pone dinanzi al sospetto che le sberle che ha preso Zelensky dal Cafone a stelle e strisce per una proprietà transitiva sono andate a segno anche a chi non era fisicamente presente, ossia alle suore e ai frati trampisti deinoantri. Zelensky ha fatto dieci ore di viaggio in aereo per scoprire che c’è un nuovo paese al fianco della Russia, ossia gli USA & getta.

Non sarebbe dovuto andare perché i bilaterali vanno preparati minuziosamente ma il ruolo della vittima gli porterà maggiori consensi interni.

D’altro canto l’Europa sbriciolata sta a guardare ma qualcosa si potrebbe muovere dalla parte francese.

Non sottovalutiamo Macron. Le guerre rafforzano le leadership soprattutto quando sono in difficoltà.

Dopo l’umiliazione di Zelensky da parte di Trump nello studio Ovale il suo consenso interno all’Ucraina aumenterà in maniera considerevole e Macron ha stretto un buon rapporto con il capo del governo del Regno Unito Starmer ed è l’unico Capo di Stato europeo che ha incontrato e affrontatoTrump non senza tensioni, correggendolo energicamente durante il colloquio. Non dimentichiamo mai che la Francia è l’unico paese dell’Unione europea a possedere l’arma della bomba atomica e non mi meraviglierei, a questo punto, di un azione franco tedesca non solo diplomatica.

L’Italia, dal canto suo, sta in mezzo al guado tra i buoni rapporti con Trump e Musk e l’Europa che se implode definitivamente rimaniamo in braghe di tela per ovvi motivi economici.

Giorgia Meloni sarà rimasta spiazzata e imbarazzata dal trilaterale che somigliava molto ad una scena del film “C’era una volta in America”.

Abbiamo assistito negli ultimi anni alla critica sacrosanta del “politicamente corretto”.
Una condotta improntata al rispetto a parole dell’identità politica, etnica, religiosa, sessuale, sociale e un atteggiamento di falso riguardo dei diritti delle minoranze e dei gruppi socialmente più deboli.

Questa logica è stata spianata dai patrioti di casa nostra e a livello internazionale dalle motoseghe di Milei in Argentina e dal fenomeno del Trumpismo.

Si è passati dal “politicamente corretto” al “politicamente cafonal” senza passare attraverso il “politicamente giusto”. Oggi siamo dinanzi a spettacoli indecenti che ci dimostrano il bradisismo della politica dove la maleducazione è diventata un arma politica efficace.

Giorgia Meloni dovrebbe agire all’interno del proprio partito per rialzare l’asticella della politica e su quella estera comprendere che siamo la culla della civiltà e che i piedi sono sempre due ma le scarpe sono troppe.

di Amedeo Giustini

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