Macron, scontro politico in Italia sulle armi nucleari. Salvini: “Non gli do futuro dei nostri figli”, anche il PD chiede chiarezza | Video

giovedì, 6 Marzo 2025
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Il presidente francese Emmanuel Macron ha rilanciato il dibattito sulla difesa europea nella serata di ieri, proponendo uno “scudo nucleare” francese come deterrente contro le minacce esterne, in particolare la Russia, che secondo lui potrebbe spingersi oltre l’Ucraina e chiedendo l’invio di soldati europei. Macron ha sottolineato la necessità di un’Europa più autonoma in materia di sicurezza, anche alla luce di un possibile disimpegno degli Stati Uniti. Le sue parole hanno scatenato un acceso confronto politico in Italia, dove leader di diversi schieramenti hanno espresso posizioni contrastanti: da chi vede nel riarmo nucleare una minaccia per la pace, a chi lo considera una necessità inevitabile, fino a chi chiede maggiore chiarezza sul progetto.

Macron su nucleare e riarmo Europeo, le parole della maggioranza

Il leader della Lega, Matteo Salvini, si è espresso con fermezza contro l’idea di affidare il futuro dell’Italia a Macron e al suo scudo nucleare: “Io il futuro di mio figlio in mano a Macron e alle sue testate nucleari sinceramente non ce lo metto”, ha dichiarato, sottolineando invece la necessità di investire nella sicurezza interna e nelle forze dell’ordine italiane. Salvini ha anche auspicato un ruolo di mediazione per l’Europa, piuttosto che un’escalation militare: “L’Europa deve essere un ponte, non un arsenale”.

Il deputato di Forza Italia Paolo Barelli ha adottato un tono più cauto, riconoscendo le diverse sensibilità in Europa: “Ognuno se la suona e se la canta, ma l’Europa per essere competitiva deve dialogare con Usa, Russia e Cina.  Macron parla della guerra da lontano rispetto a chi vive vicino alla Russia, come i Baltici, vivendo una paura che fatichiamo a comprendere”. Barelli non si è sbilanciato sulla posizione di Forza Italia, ma ribadisce la necessità di continuare con il dialogo.

Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, ha ribadito la centralità della NATO: “La difesa europea deve restare sotto l’ombrello NATO”. Ha espresso scetticismo sulle intenzioni di Macron, chiedendosi ironicamente se i francesi lo appoggino ancora (“Cosa sono, il 13% quelli che lo votano?”) e proponendo di dare priorità alle imprese italiane rispetto agli 800 miliardi proposti da Von Der Leyen per il riarmo europeo.

Il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan ha criticato l’approccio di Macron: “Non credo che le bombe nucleari siano il modo per conquistare la leadership dell’Unione Europea. Si conquista con politiche sensate, non con le armi”, ponendo l’accento su una visione politica anziché militare per il futuro dell’UE.

Opposizioni divise, Calenda per il riarmo, M5S e Avs contro. PD chiede chiarezza

Il leader di Azione Carlo Calenda ha difeso la necessità di un riarmo europeo: “A nessuno piace comprare armi, ma se gli USA non ci proteggono più, dobbiamo farlo noi. È una necessità, non un piacere”. Ha criticato il PD per la sua riluttanza a parlare apertamente di difesa, accusandolo di temere le reazioni della propria coalizione.

Angelo Bonelli, co-portavoce di Avs, ha invece condannato duramente l’idea di un riarmo nucleare: “Portare l’Europa verso una rincorsa al nucleare ci conduce al baratro. Serve uno statista che negozi la pace, non che spinga sul bottone rosso”. Bonelli ha evocato l’Europa dei padri fondatori, lontana dalla logica dell’escalation militare.

Il senatore del Movimento 5 Stelle Ettore Licheri ha accusato Macron di agire unilateralmente: “Macron dovrebbe diventare un leader europeo, altrimenti le sue parole lasciano il tempo che trovano”. Ha espresso preoccupazione per la confusione tra i leader italiani, notando l’assenza di una posizione chiara da parte di Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo.

Anche il deputato PD Matteo Orfini ha chiesto chiarezza sul piano di Macron: “Dobbiamo capire cos’è questo scudo nucleare. Il PD è favorevole a una difesa comune europea, ma il piano di Von der Leyen non ci convince”. Orfini ha sottolineato che il partito è compatto nel valutare con attenzione le proposte, evitando decisioni affrettate mentre l’Ucraina è ancora sotto attacco.

Macron riuscirà a conquistare leadership europea?

Le dichiarazioni di Macron hanno acceso un dibattito trasversale in Italia, evidenziando divisioni profonde tra chi vede nel nucleare una minaccia alla pace globale, chi lo considera una necessità strategica e chi chiede semplicemente più trasparenza. Mentre il confronto politico si intensifica, resta da vedere come l’Italia si posizionerà in seno all’UE e quali saranno le prossime mosse di Macron per convincere i partner europei. È innegabile che il presidente francese voglia riconquistare una centralità, come dimostrano gli ultimi vertici ospitati all’Eliseo. Aspettiamo di capire quale potrà essere la risposta di Giorgia Meloni e se prenderà posizione in prima persona dialogando direttamente con Trump in vista del nuovo tavolo per la firma dell’accordo delle terre rare in Ucraina che Zelensky sarebbe pronto a firmare.

Il video con tutte le interviste a Montecitorio

 

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