Piazza per l’Europa, Serra: “Niente politica ma solo sentimento europeista”, ma i partiti si spaccano su riarmo | Video

giovedì, 13 Marzo 2025
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Una piazza gremita, decine di bandiere europee che sventolano — ma non solo: bandiere della pace, dell’Ucraina, della Georgia, simboli di lotte civili è  l’immagine della grande manifestazione “per l’Europa” che si terrà sabato, una mobilitazione nata “quasi per caso” da un appello lanciato da Michele Serra, giornalista e scrittore. Proprio lui  ha voluto chiarire con forza il senso dell’iniziativa alla sede della Stampa Estera: “Non è una manifestazione politica, ma un momento di cittadinanza, di sentimento europeista”.

Piazza per l’Europa, Serra: “Lontani dalla politica, vicini ai cittadini”

“Questa non è una piazza che vuole dare risposte o indicare una linea politica. È una piazza che vuole porre domande, sentirsi meno sola, riconoscersi nella bandiera europea”, ha detto Serra. Un discorso, il suo, denso di riflessioni amare: “La politica non riesce più a rappresentare le emozioni dei cittadini”, ha sottolineato, aggiungendo: “Se oggi sono io, un semplice giornalista, a chiamare una piazza per l’Europa, vuol dire che qualcosa nel rapporto tra politica e cittadini si è rotto”.

Una bandiera per la UE, ma anche quelle della pace

Secondo Serra, “quella bandiera, la bandiera europea, finora è stata vissuta come un simbolo burocratico, appesa ai palazzi”, ma in piazza tornerà a essere simbolo vivo di appartenenza e speranza. E sull’eterogeneità dei simboli presenti, ha commentato: “Spero che le bandiere europee siano le più numerose, ma è legittimo che qualcuno voglia portare la bandiera della pace, o quella dell’Ucraina. L’importante è che la piazza chieda più Europa, più giustizia, più libertà”.

Ma se la piazza vuole restare “senza bandiere di partito”, il mondo politico si divide, soprattutto su un tema cruciale: il riarmo europeo. Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e co-organizzatore dell’evento, ha cercato di smorzare le polemiche: “Questa manifestazione non vuole entrare nel merito di scelte specifiche, ma riaffermare la necessità di un’Europa più unita, anche sulla difesa comune. Tuttavia, non è il luogo per decidere su risoluzioni o strategie militari”, ha detto.

Una posizione che però non basta a evitare le spaccature. A sinistra, diversi esponenti del mondo pacifista guardano con sospetto all’ipotesi di una difesa europea più forte, mentre dall’area centrista e liberale arriva la richiesta opposta: che l’Europa finalmente si doti di una politica estera e militare autonoma.

Michele Serra ha anche commentato con rispetto, ma con chiarezza, l’assenza della premier Giorgia Meloni e delle forze nazionaliste: “Capisco perfettamente che chi ha una visione nazionalista guardi con freddezza, se non con ostilità, a una piazza europeista. L’Europa è un’idea transnazionale, non può piacere a chi mette prima la nazione”.

E non ha mancato di osservare la difficoltà di Meloni nel tenere insieme l’alleanza con Trump e il suo ruolo europeo: “Non è facile, cerca di tenere insieme cose che forse non si possono tenere insieme”, ha detto.

La sfida della rappresentanza

In conclusione, la manifestazione appare come un grande esperimento di cittadinanza attiva, nato dal basso, che interpella la politica più di quanto la politica sia oggi in grado di rispondere. “Io stesso mi sento a disagio in questo ruolo. Ma chiediamoci: perché oggi una piazza per l’Europa la chiama un giornalista e non un partito?”, si è chiesto Serra.

Un interrogativo che resta aperto e che sabato, con le bandiere al vento, avrà forse qualche risposta dai tanti ospiti  che si susseguiranno sul palco. Una manifestazione apolitica nelle intenzione, ma che dovrà stare attenta a non farsi mettere il cappello in testa dai tanti leader pronti a farsi fotografare e a discutere su riarmo o no.

La spaccatura del Pd visto dall’opposizione

Dopo il discusso voto al Parlamento Europeo il PD si lecca le ferite e c’è già chi parla di leadership a rischio per la segretaria Elly Schlein. Le interviste de Lo Speciale con Michele De Pascale, Piero De Luca, Paolo Ciani, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Enrico Borghi.

La divisione della maggioranza sul riarmo in Europa

La maggioranza si è divisa sul voto del riarmo confermando una forte adesione alle rispettive famiglie europee, infatti la Lega fa parte dei Patrioti, Fdi dei Conservatori e FI dei Popolari. Le interviste de Lo Speciale a Giovanni Donzelli, Paolo Barelli, Stefano Candiani e Igor Iezzi dopo il voto diviso a Strasburgo sul piano Von der Leyen.

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