La commissione Affari giuridici del Parlamento europeo (Juri) ha detto no in una sezione a porte chiuse alla mozione a favore del riarmo europeo promossa dalla presidente Ursula Von Der Leyen. No secco all’approvazione del fondo prestiti da 150 miliardi di euro per il riarmo del Vecchio Continente. Incassato il colpo, dopo la bocciatura clamorosa che è passata solo dal voto del Consiglio bypassando il voto del Parlamento, ora si aprira’ uno scenario duplice. La palla passa alla presidente del PE Metsola che può ora presentare un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea a nome del Parlamento, in linea con la raccomandazione della commissione competente o sottoporre al voto del Parlamento la decisione sull’intraprendere o meno il ricorso. Qualora invece la Presidente intenda discostarsi dalla raccomandazione della commissione Affari Giuridici, dovrà informare la commissione e deferire la questione alla Conferenza dei capigruppo. Ma vediamo nello specifico cosa è successo. La commissione affari giuridici si è espressa in particolare contro l’uso, voluto dalla Commissione Ue, dell’art. 122 dei trattati, che non prevede appunto la consultazione dell’Eurocamera sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce lo strumento Safe, una delle basi economiche del piano cosidetto: “Rearm Ue” che dovrebbe fornire agli Stati membri fino a 150 miliardi di euro di prestiti garantiti dal bilancio dell’UE incrementare la spesa per la difesa. La commissione ha approvato un parere legale secondo cui l’uso dell’art. 122 “non è base giuridica appropriata per questa proposta”, perché non vi sarebbero requisiti per ricorrere alla procedura d’urgenza, e comunicherà la raccomandazione alla presidente del PE affinché valuti ulteriori passi. Dure le reazioni politiche anche in Italia, in testa il leader pentastellato Conte che esulta: “La bocciatura di oggi sul piano giuridico è un macigno politico contro questa Commissione europea con l’elmetto e tutti coloro che vogliono un’economia di guerra. Andremo fino in fondo in tutte le sedi per fermarli”.
Riarmo europeo, Parlamento Ue boccia iter. Cosa succede ora
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