È partito da Piazza Vittorio il corteo della CGIL per la Festa dei Lavoratori, con arrivo previsto ai Fori Imperiali e al fianco del segretario generale Maurizio Landini c’era anche Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico. La leader dem ha scelto di scendere in piazza con i lavoratori in una giornata simbolica e politica insieme, una scelta anche per rafforzare la promozione deii quattro referendum promossi dalla CGIL per abrogare leggi che alimentano precarietà, subappalti e insicurezza. Il tema del salario minimo, dell’occupazione e della qualità del lavoro è stato centrale negli interventi. Forte la denuncia verso il governo Meloni, accusato di propaganda e immobilismo dopo il video della Premier con cui ha invitato il prossimo 8 maggio le parti sociali a Palazzo Chigi.
Primo Maggio,Elly Schlein: “Meloni mente, l’Italia è il fanalino di coda sui salari. Votiamo l’8 e 9 giugno per i referendum”
“Buon Primo Maggio a tutte e tutti, ai lavoratori e alle lavoratrici di questo Paese che lo mandano avanti. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro, lo scrive la Costituzione, ma non può essere fondata sul lavoro povero, precario o sfruttato”, ha esordito Elly Schlein. La leader dem ai microfoni dei cronisti ha poi incalzato il governo: “Meloni dice che sono aumentati i posti di lavoro in questi anni, che tutto va bene anche nei luoghi storici dell’occupazione femminile… Ma per lei è tutto ok, mentre l’ISTAT ha certificato che i salari non sono stati ancora recuperati. È il momento di dire basta”.
Schlein ha invitato alla mobilitazione: “Andiamo con queste spillette, che si vedano bene. Tutte e tutti a votare per i referendum l’8 e il 9 giugno. È importante essere in tanti oggi in piazza per ribadire la dignità del lavoro. Per questo insistiamo per l’approvazione di un salario minimo legale. L’Italia è l’unico Paese OCSE in cui, negli ultimi 30 anni, i salari sono diminuiti anziché aumentare. E nel G20 siamo il fanalino di coda”.
Poi la stoccata al governo: “Il governo Meloni ha messo la nostra proposta su un binario morto, ma noi abbiamo raccolto oltre 100mila firme. Non hanno nemmeno avuto il coraggio di votare contro, perché sanno che anche molti dei loro elettori sono favorevoli al salario minimo. Bisogna calendarizzare la legge popolare. E bisogna anche rinnovare i contratti: 5 milioni di lavoratori li attendono mentre l’inflazione ha eroso i loro stipendi”.
Schlein ha anche denunciato il caro bollette e le mancate risposte sul costo dell’energia: “Il governo non sta facendo nulla. Serve scorporare il prezzo del gas da quello dell’energia. Complessivamente dobbiamo pensare alla qualità del lavoro e alla condizione materiale di vita. Giorgia Meloni continua a raccontare un Paese che non c’è, mente a viso aperto sui salari. Esca dal Palazzo, venga in mezzo ai lavoratori”.
Landini: “Una strage silenziosa. Il lavoro va tutelato, non sfruttato. I referendum servono a cambiare davvero”
Accanto a Schlein, il segretario generale della CGIL Maurizio Landini ha usato toni netti: “È sotto gli occhi di tutti che non si sta facendo quello che si deve fare: morti sul lavoro e infortuni aumentano. Siamo di fronte a una strage. Basta mettere al centro il profitto. Serve mettere al centro la persona: la sicurezza non è un costo, è un investimento”.
Landini ha denunciato il sistema degli appalti, subappalti e finti appalti come una delle radici della precarietà e dello sfruttamento: “Serve cambiare radicalmente le leggi e il modello di impresa. Non bastano un po’ di soldi: bisogna cambiare le regole. Per questo servono i referendum. I cittadini devono poter cancellare leggi balorde fatte in vent’anni che hanno prodotto precarietà, salari bassi e morti”.
Sulla questione salariale ha detto: “Un lavoro sicuro passa anche per un salario sicuro. Quando uno lavora e resta povero, vuol dire che il sistema non funziona. I profitti sono alle stelle, i salari no. Il governo ha aumentato le tasse sul lavoro dipendente e sui pensionati, ma non ha toccato profitti o rendite finanziarie. Lo dice Mediobanca, non Landini”.
Infine, un appello alla coerenza: “I dipendenti pubblici sono tre anni senza contratto e gli propongono un aumento del 6%, con un’inflazione del 17%. È un insulto. Il governo deve smetterla con la propaganda e affrontare la realtà. Quando si voleva davvero risolvere un problema, come durante la pandemia, si è fatto. Oggi serve la stessa volontà politica”.
Sul tema della guerra in Ucraina e le notizie sull’accordo per le terre rare tra Trump e Zelensky, Landini ha commentato così: “Secondo me a Trump interessano più le terre rare che la pace. Ma detto questo, credo che il tema sia quello di fermare tutti i bombardamenti e fare la pace, lo dico in modo molto chiaro. Non è investire sulle armi che si costruisce sicurezza. Più armi hai e più si alimentano i conflitti. La pace è un elemento fondamentale per il movimento dei lavoratori, perché senza pace non c’è né lavoro sicuro né libertà. E alla fine chi paga sono sempre i lavoratori”.
Vox populi: salari, referendum, Trump e pace. Cosa ne pensano i lavoratori?
Nel cuore del corteo noi de Lo Speciale abbiamo raccolto le voci di lavoratori e lavoratrici per capire cosa pensano dell’azione del governo: sono soddisfatti degli interventi? Preferiscono un salario giusto o un salario minimo garantito? E sul piano internazionale: davvero Trump potrebbe avere avuto ragione, se la pace in Ucraina fosse vicina dopo l’accordo sulle terre rare? Tra rabbia, pragmatismo e speranze, ecco cosa ci hanno risposto i lavoratori della CGIL.



