Ho intervistato Edward N. Luttwak, stratega e analista geopolitico come analista (Cisint) oltre che come giornalista, un confronto che ha portato a questa intervista.
Professor Luttwak, qual è oggi il vero fallimento dell’Unione Europea?
«La missione originaria della UE era garantire pace, sicurezza e benessere. Invece ha deciso, a partire dal 1995, di deviare da qualsiasi impegno strategico. Ridurre le spese militari è stato l’inizio della fine. Adesso soffrono. Hanno scelto di essere economicamente ossessivi e strategicamente irrilevanti».
Sta dicendo che la UE non fa nulla?
«Esatto. Di fronte a crisi come quella ucraina o mediorientale, Bruxelles non fa assolutamente nulla. “Non fa un cavolo”, direbbero in Italia. E mentre l’Europa discute, la Russia spara».
E i singoli Stati membri?
«Ognuno per sé. La Germania ha scelto il riarmo. I paesi scandinavi si stanno specializzando in difesa missilistica, si preparano sul serio. Gli spagnoli invece restano pacifisti, non addestrati, fuori dal mondo reale. E l’Italia… l’Italia ha la migliore marina del Mediterraneo, ma è bloccata dalla mancanza di volontà politica.».
A cosa attribuisce questa paralisi?
«Alla combinazione di ideologia postbellica e burocrazia europea. La sicurezza non si fa con le mozioni del Parlamento europeo. Servono flotte, deterrenza e una volontà nazionale. Che spesso manca».
In Italia si ricordano ancora decisioni come quella di D’Alema sul Kosovo…
«D’Alema, in quel caso, agì da statista. Mise l’Italia in prima linea mentre la UE era immobile. È raro vedere un Paese deliberare l’intervento in guerra con razionalità. Eppure serviva. Oggi? Oggi si fa finta che la sicurezza venga dal soft power. Non è così».
E i rapporti con gli Stati Uniti?
«È cambiato tutto. L’assemblea NATO sembra più un club elitario che una vera alleanza. Gli USA guardano con ostilità crescente all’Europa, e certi provvedimenti lo dimostrano. Il commercio italiano è sotto attacco, soprattutto nel Golfo di Aden, voi che fate? Mandate una nave sola?».
E Meloni? Ha scelto una linea netta con Washington.
«Meloni cerca di posizionare l’Italia come alleato affidabile, ma serve sostanza. Dire “Italia vero alleato” può non bastare. Servono navi, deterrenza reale, investimenti e azioni. Altrimenti è retorica. L’Italia deve capirlo».
Il futuro della sicurezza europea?
«O l’Europa torna a essere seria — e questo vuol dire accettare la spesa militare, la deterrenza, la catena di comando — oppure continuerà a essere solo un mercato con una bandiera. E le guerre le decideranno altri».



