Tajani: “Dl Sicurezza è priorità. Ucraina? Putin faccia passi avanti. I giovani di Forza Italia hanno libertà di espressione” | Video

mercoledì, 4 Giugno 2025
1 minuto di lettura

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine dell’evento organizzato da Il Messaggero a Villa Miani, rivendica la linea del governo Meloni, festeggiando anche l’approvazione del dl sicurezza dopo la fiducia ottenuta in Senato. Tajani marca con nettezza la posizione dell’esecutivo: “La sicurezza è per i cittadini italiani una priorità assoluta. Non si tratta di una questione di garantismo o meno. Essere garantisti significa rispettare i diritti durante un processo, ma i reati vanno perseguiti e sanzionati. I cittadini chiedono sicurezza ovunque, sia al Nord che al Sud. Non capisco tutta questa agitazione, se la sinistra non ha a cuore la sicurezza è un problema loro, non nostro”. Con queste parole Tajani difende la stretta sui reati contenuta nel provvedimento, respingendo le critiche delle opposizioni che parlano di misure troppo repressive.

Sul piano internazionale, il ministro degli Esteri interviene sulle ultime dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin, che ha escluso la possibilità di una tregua con Kiev, accusando l’Occidente di voler approfittare di eventuali pause per riarmare l’Ucraina. Tajani risponde con un’accusa diretta al Cremlino: “Putin non vuole la tregua perché non sa come gestire il suo problema interno: ha un milione di soldati che paga il doppio degli operai, un’industria ormai convertita quasi interamente alla produzione bellica e nessuna via d’uscita. Tutti i tentativi di costruire un percorso di pace sono stati bloccati da lui. Se vuole davvero essere un uomo di pace, faccia dei passi concreti”.

Tajani sulle polemiche di Salvini con Forza Italia Giovani

Infine, Tajani smorza le polemiche nate in casa centrodestra dopo le parole di Matteo Salvini sui giovani di Forza Italia, accusati dal leader leghista di essere troppo critici verso gli alleati: “I giovani devono poter esprimere liberamente le proprie idee, anche quando sono provocatorie o non allineate al partito nazionale. Non vogliamo dei bambocci che prendono ordini. Un movimento giovanile deve essere vivace, avere una propria autonomia di linguaggio e di sensibilità. Oggi i ragazzi vivono problemi e disagi diversi da quelli che vivevamo noi: è giusto che se ne facciano carico e che portino un contributo originale al dibattito”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.