Musk ci ripensa: «Mi scuso con Trump». Il precipizio di mister Tesla

mercoledì, 11 Giugno 2025
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«Ricominciamo», urlava Adriano Pappalardo nella celebre canzone del 1979. Un’invocazione poderosa, nulla a che vedere con il tono da gattino affranto con il quale Elon Musk si è sostanzialmente scusato con Donald Trump dopo la lite pubblica per nulla edificante dei giorni scorsi e la “bomba” sugli Epstein file. «Sono andato troppo oltre», ha scritto mister X sul suo social.

Dopo averci probabilmente riflettuto per giorni, considerando anche contemporaneo tracollo delle sue aziende, Musk ha abbassato la testa davanti al presidente che ha servito, pur con qualche tentennamento, dall’attentato sventato in Pennsylvania del 13 luglio 2024 fino all’addio al Doge di fine maggio. Con un post su X, la piattaforma social di cui è proprietario,il fondatore di Tesla si è detto rammaricato della lite avvenuta alcuni giorni fa e ha ammesso di «essere andato troppo oltre» nelle sue critiche. «Mi pento di alcuni miei post della scorsa settimana sul presidente Donald Trump».

Il dissidio era esploso dopo che Musk aveva attaccato duramente il nuovo disegno di legge sulla spesa pubblica promosso dalla Casa Bianca. Il miliardario aveva definito la proposta legislativa “un disgustoso abominio” e aveva invitato a “punire politicamente” i parlamentari repubblicani che l’avevano sostenuta. La misura è considerata un pilastro della seconda amministrazione Trump e mira a rilanciare diversi settori strategici dell’economia americana. Musk, che da gennaio a maggio è stato un protagonista dell’amministrazione, ha lasciato alla fine del mese scorso il Doge, il Dipartimento per l’Efficienza governativa. L’addio all’incarico è stato celebrato con una conferenza stampa dai toni cordiali nello Studio Ovale. Poi, però, le critiche al “Big Beautiful Bill” di Trump hanno innescato il durissimo scontro tra il magnate e il presidente, tra post social e dichiarazioni.

Dopo un paio di giorni da colpi bassi, Musk ha associato Trump ai celeberrimi Epstein files prima di cancellare il messaggio. Il titolare di SpaceX ha detto di essere in possesso di documenti in grado di provare il coinvolgimento diretto del presidente Usa nei reati di traffico internazionale di minori e abuso sessuale in concorso con il miliardario Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nel 2019. «Donald Trump è nei file di Epstein. Questo è il vero motivo per cui non sono stati resi pubblici», ha postato il miliardario sudafricano al culmine dell’acceso alterco social.

La rissa tra due uomini più potenti e tra i più ricchi del mondo non ha avuto solo ripercussioni politiche, ma ha scatenato effetti negativi anche nel mercato delle criptovalute: dopo il post di Musk sugli «Epstein files», i bitcoin sono crollati di quasi il 4% nell’arco di poche ore. Musk aveva anche minacciato di ritirare la sua navicella spaziale Dragon, utilizzata dalla Nasa per trasportare gli astronauti sulla stazione spaziale internazionale. Su questo punto però aveva fatto marcia indietro poche ore dopo averlo detto, molto probabilmente per ragioni economiche: il contratto che lo lega alla Nasa vale infatti oltre 4,9 miliardi di dollari.

Così Trump, dopo aver definito Musk “un pazzo” e “un poveretto”, ha messo la sordina alle polemiche e ha augurato all’ex partner il meglio per il futuro. Quindi, un po’ a sorpresa, ecco il mea culpa di Mister X.

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