L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha iniziato l’invio di 247.000 comunicazioni ai contribuenti riammessi alla Rottamazione-quater. Si tratta di soggetti che, pur non avendo versato le prime rate previste nei termini iniziali, rientrano ora grazie alla tolleranza legislativa introdotta con il D.L. n. 39/2024, che ha riaperto i termini per i decaduti.
Le comunicazioni – già in corso di recapito via PEC o posta raccomandata – specificano il nuovo piano di pagamento, aggiornato alla luce delle somme versate in precedenza e di eventuali interessi dovuti. I destinatari sono contribuenti che non avevano onorato le scadenze del 31 ottobre e 30 novembre 2023, beneficiando ora della cosiddetta “seconda chance” prevista dalla norma.
Cosa cambia per i riammessi:
•Nuove scadenze: la prossima rata è fissata per il 15 luglio 2025, a cui seguiranno ulteriori rate secondo un piano ricalcolato.
•Ricalcolo del debito residuo: nelle lettere sono indicati gli importi aggiornati, tenendo conto dei pagamenti già effettuati e degli importi condonati.
•Multe e interessi cancellati: resta il principio alla base della Definizione agevolata: non si pagano sanzioni, interessi di mora e aggio.
•Modalità di pagamento: possibile con il bollettino allegato oppure tramite il portale dell’Agenzia.
Non si tratta solo di uno snodo per le casse dello Stato – che puntano a recuperare parte dei 21 miliardi inseriti nel perimetro della Rottamazione-quater – ma anche di una misura di riequilibrio sociale e fiscale. Secondo fonti MEF, oltre 3,8 milioni di contribuenti avevano aderito alla definizione agevolata, con un gettito potenziale intorno ai 9 miliardi nel triennio.
Il reinserimento dei decaduti – se gestito in modo efficace – può permettere di recuperare fino a 1 miliardo aggiuntivo tra il 2025 e il 2026. Non è solo un’operazione contabile: è un test sulla capacità dell’amministrazione di gestire la compliance fiscale in modo più flessibile, in linea con i criteri europei di “giusta imposizione”.
Cosa sapere (tecnicamente):
•Codice atto: viene indicato nel comunicato e va utilizzato per accedere ai dettagli sul sito dell’Agenzia.
•Effetti fiscali: non si considerano omessi i pagamenti pregressi se si rientra nella nuova tempistica.
•Rate non onorate: se anche stavolta si salta una scadenza, si decade definitivamente dal beneficio.
•Non è un condono: il capitale originario va comunque versato, anche se senza le penalità.
Il messaggio del Fisco è chiaro: la linea della fermezza resta, ma con aperture misurate per chi mostra volontà di rientrare nei ranghi. Un equilibrio sottile tra rigore contabile e pragmatismo fiscale.



