Trump davanti al bivio: guerra con l’Iran o deterrenza credibile? Vi spiego cosa può succedere nelle prossime 72 ore

martedì, 17 Giugno 2025
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Donald Trump sta valutando se autorizzare un’operazione militare diretta contro l’Iran. Dopo l’intensificarsi dei raid israeliani su siti strategici a Teheran, Isfahan e Shiraz, e la risposta missilistica iraniana verso Tel Aviv, l’ex presidente – oggi di fatto leader operativo della sicurezza nazionale USA in un contesto pre-elettorale – è di fronte a una scelta cruciale: entrare in guerra o mantenere una pressione armata al limite della soglia.

La dichiarazione “Sappiamo dove si trova Khamenei” non è una semplice provocazione. È il segnale che le opzioni militari sul tavolo prevedono anche attacchi mirati alle strutture di comando del regime. Il Consiglio di Sicurezza Nazionale ha tenuto una riunione d’emergenza nella notte tra domenica e lunedì. Le informazioni raccolte indicano che gli Stati Uniti dispongono ora di piena capacità operativa per condurre un’azione su larga scala a partire dal 21 giugno.

Le opzioni sul tavolo

1. Attacco chirurgico su siti nucleari e infrastrutture militari selezionate, usando missili cruise lanciati da sottomarini nel Golfo e assetti stealth (F-22, B-2) per evitare lo spazio aereo siriano e iracheno.
2. Blocco navale preventivo nello Stretto di Hormuz, finalizzato a strangolare l’export petrolifero iraniano e paralizzare le entrate valutarie di Teheran.
3. Cyber-offensiva massiva contro reti militari e industriali iraniane, già testata con successo in passato (es. Stuxnet).
4. Operazione congiunta con Israele, nel caso in cui un ulteriore attacco iraniano colpisca civili israeliani o basi USA in Iraq e Qatar.

Gli scenari possibili

• Scenario 1 – Attacco e risposta controllata: Gli USA colpiscono, l’Iran risponde limitatamente (con droni su basi USA in Iraq o colpi simbolici su navi), ma si evita escalation. Mercati in fibrillazione, petrolio sopra i 120$ al barile.
• Scenario 2 – Guerra regionale aperta: Hezbollah entra in gioco, Israele risponde con operazioni terrestri in Libano e Siria, l’Iran lancia razzi su obiettivi americani nel Golfo. Aumento esponenziale del rischio per traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Aden.
• Scenario 3 – Implosione interna in Iran: Un attacco devastante USA-Israele indebolisce il regime e accende la rivolta interna. Ma anche qui il rischio è che il caos generi instabilità e radicalizzazione, con i Pasdaran pronti a usare ogni opzione, inclusi sistemi missilistici a lungo raggio.

Trump non è legato a logiche multilaterali. Non ha bisogno di consenso ONU né di copertura NATO. È un decisionista solitario con obiettivi politici a breve termine: mostrare forza, colpire prima che l’Iran completi il ciclo nucleare, influenzare l’opinione pubblica americana con l’immagine di un comandante risoluto. Ma sa anche che una guerra mal gestita, con costi umani e finanziari, potrebbe ritorcersi contro.

(Attraverso studi CISINT – Centro Italiano di Strategia e Intelligence)

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