Modigliani protagonista a Perugia con il celebre “Nu couché”

martedì, 24 Giugno 2025
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Nu couchè, 1917-1918. Immagine tratta dal sito internet ufficiale della Galleria Nazionale dell'Umbria

Dal 3 luglio al 15 settembre 2025, la Galleria Nazionale dell’Umbria ospiterà uno degli appuntamenti più attesi dell’estate culturale italiana: Un capolavoro a Perugia AMEDEO MODIGLIANI, Nu couchè, 1917-1918, proveniente dalla Collezione Permanente della Pinacoteca Agnelli di Torino.

Il dipinto, uno dei nudi più emblematici della pittura del Novecento, venne realizzato a Parigi, all’interno dell’appartamento al numero 3 di rue Joseph Bara, affittato nel 1916 dal mercante Léopold Zborowski. Fu proprio grazie al sostegno del collezionista che Modigliani poté concentrarsi pienamente sulla sua produzione artistica.

Se durante gli anni della sua formazione tra Firenze e Venezia l’artista si era dedicato con fervore al tema del nudo, una volta giunto a Parigi Modigliani lo evitò inizialmente, considerandolo, secondo il sentire dell’avanguardia dell’epoca, un soggetto troppo “accademico”. Solo più tardi, dopo aver concluso la serie delle Cariatidi, il pittore livornese tornò sul tema, inaugurando una stagione di nudi destinata a lasciare il segno nella storia dell’arte. La svolta fu sancita dalla mostra personale alla galleria Berthe Weill, interrotta dalla polizia per “oltraggio al pudore”.

Il Nu couché ritrae una modella semisdraiata su un sofà, con le mani congiunte e il corpo avvolto in una sensualità elegante e allo stesso tempo provocatoria. Le forme morbide sono delineate da un segno scuro netto, che separa il nudo dalle campiture cromatiche astratte dello sfondo, in un contrasto che sottolinea la potenza espressiva del soggetto. È la visione di una femminilità che unisce seduzione, controllo e sfida, attraverso il tratto inconfondibile del “maestro dei colli lunghi”.

La mostra a Perugia non si limita a esporre il celebre dipinto: attorno ad esso ruota un prezioso nucleo di otto opere che raccontano l’evoluzione dello stile di Modigliani, in dialogo con opere di arte antica europea ed extraeuropea, per rivelare come il suo linguaggio pittorico, così personale, derivi anche da una rilettura moderna di modelli del passato.

Attraverso questa iniziativa, il pubblico potrà ripercorrere la vita intensa e tormentata di Modigliani – definito dai colleghi parigini “Modì”, per l’assonanza con il termine francese maudit (maledetto) – tra malattie, rifiuti e successi, che hanno contribuito a creare il mito di un artista tanto fragile quanto rivoluzionario.

Immagine in copertina tratta dal sito internet ufficiale della Galleria Nazionale dell’Umbria

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