“Sinceramente non lo so, lo approfondiremo, cercheremo di capire cosa sia accaduto”, ha dichiarato Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, commentando l’episodio che ha visto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi respinto dalla Libia insieme alla delegazione europea che comprendeva commissario alle Migrazioni Magnus Brunner e i suoi colleghi di Grecia e Malta. “Sicuramente quando le cose vanno diversamente è meglio”. Poi svicola davanti alla provocazione che il ministro dei respingimenti sia stato rimandato indietro: “Non è stato respinto in Italia. Comunque, da sinistra arrivano solo battute”. Con un tono sarcastico, Donzelli ha aggiunto: “Con le battute si va poco lontano. Per fortuna è un governo serio. A sinistra fanno le battute, ma quando poi si vota di politica estera si dividono in ventidue modi diversi in Parlamento. Noi, invece, siamo sereni e compatti”.
Donzelli ha poi rivendicato la strategia del governo italiano verso il continente africano: “Anche la nuova politica che stiamo facendo verso l’Africa è importante. Penso al Piano Mattei, penso anche al crollo degli sbarchi che c’è stato, ai rapporti buoni con tutte le nazioni del Nord Africa. Se c’è stata un’incomprensione tra alcuni uffici e alcuni ambasciatori, ovviamente poi ci sarà chi lavorerà per risolverla”.
Quanto al ruolo della Libia nello scacchiere internazionale, anche alla luce della presenza russa, Donzelli ha dichiarato: “Io credo che tutta l’Africa debba essere un dossier per l’intero Occidente. È un tema molto serio e molto importante. L’Occidente ha troppe volte trascurato l’Africa, che invece è centrale per risorse, materie prime, posizione strategica, crescita della popolazione”.
“Mentre noi eravamo distratti, la Russia e la Cina hanno fatto investimenti enormi in Africa. È alle porte dell’Europa e dell’Italia. Quindi non c’è da aprire adesso un dossier sulla Libia per quello che è successo: deve esserci. Il governo italiano ha già aperto un dossier sull’intero tema Africa, che va attenzionato da tutto l’Occidente, anche dagli Stati Uniti e dal resto dell’Europa. Il futuro del mondo passerà anche dall’Africa. Russia e Cina lo hanno capito, l’Occidente arriva un po’ in ritardo”.



