Il primo ministro britannico Starmer come Macron ha dato l’ok per il riconoscimento dello Stato della Palestina, e così dopo la Francia, il Regno Unito sarà il secondo Paese del G7 a riconoscere il prossimo settembre lo stato palestinese, facendo così salire a 149 su 193 i membri dell’Onu che hanno assunto questa posizione. Un atteggiamento concreto e conscio della situazione che il Medioriente e tutto il mondo sta vivendo in questi mesi nella Striscia di Gaza. Il si di Starmer arriva come un coupé de theatre premeditato da giorni e nel momento giusto dopo i vari appelli della comunità internazionale ultimo quello del Capo dell’Eliseo Macròn. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il suo paese riconoscerà lo stato di Palestina, a meno che Israele non assuma una serie di impegni, tra cui un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza sotto assedio. Starmer ha anche invitato Israele a consentire alle Nazioni Unite di riprendere la distribuzione degli aiuti e a impegnarsi a non continuare con le annessioni di territori in Cisgiordania. Una pressione e una decisione che l’inquilino di Downey Street aveva da giorni subito dopo la decisione del collega francese Macròn e che ora grazie alla riunione del consiglio dei ministri britannico è diventata realtà in un momento topico. Ma vediamo ad oggi quanti degli Stati membri e dei paesi extra Ue hanno già riconosciuto la Palestina. Quasi tutta l’Asia, l’Africa e l’America Latina la riconoscono formalmente. L’Algeria è stato il primo Paese, nel 1988 pochi minuti dopo la dichiarazione di Arafat, seguita a stretto giro da molti altri: gran parte del mondo arabo, India, Turchia, diversi Paesi africani, oltre a Cina e Russia, che ancora era Unione Sovietica. Nel 2011 Mosca, con l’allora inquilino del Cremlino Dmitry Medvedev, ha confermato il riconoscimento. Nel biennio 2010-2011 si sono uniti una serie di Paesi sudamericani tra cui Argentina, Brasile e Cile. Nel novembre 2012 la bandiera palestinese è stata issata per la prima volta nel palazzo di vetro delle Nazioni Unite a New York, dopo che l’Assemblea Generale aveva votato a stragrande maggioranza per elevare lo status dei palestinesi a “Stato osservatore non membro”. Lo scorso anno, l’Assemblea ha votato una risoluzione affermando che la Palestina è “qualificata a diventare Stato membro” con 143 voti a favore, 25 astenuti (Italia compresa) e nove contrari, tra cui gli Usa. Chi manca all’appello? Nel maggio 2024, Irlanda, Spagna e Norvegia, a cui si è aggiunta la Slovenia un mese dopo, avevano già compiuto questo passo in Europa. Grandi assenti e reticenti sul versante internazionale: gli Stati Uniti e l’Italia. Sia Washington che Roma mantengono tuttavia relazioni diplomatiche con l’Autorità Nazionale Palestinese, e con loro anche: Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Canada e l’Australia. Queste ultime hanno ventilato la possibilità di riconoscere la Palestina



