Il primo ministro Mark Carney ha annunciato che il Canada riconoscerà lo Stato di Palestina nella prossima assemblea delle NU che si terrà nel mese di settembre.
Ciò a condizione che l’Autorità Nazionale Palestinese si impegni nella realizzazione delle “riforme tanto necessarie”. Il premier canadese ha aggiunto che “il livello di sofferenza umana a Gaza è intollerabile”.
Israele ha fortemente condannato tale scelta definendola una “campagna di pressione internazionale distorta”. Il Ministro degli Esteri israeliano, ha affermato su X che “chi premia Hamas e danneggia gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza e un accordo per il rilascio degli ostaggi”.
Parallelamente, il premier palestinese Mahmoud Abbas ha etichettato come “storica e coraggiosa” la presa di posizione del Canada in favore della Palestina: “Rafforzerà la pace, la stabilità e la sicurezza nella regione”, ha commentato Abbas.
Non é dello stesso parere l’ambasciata israeliana a Ottawa, che ha scritto in una nota: “Riconoscere uno Stato palestinese, in assenza di un governo responsable, di istituzioni funzionanti o di una leadership benevola, ripropone e legittima la mostruosa barbarie di Hamas del 7 ottobre”.
Donald Trump non ha tardato nell’esprimere il suo disappunto a riguardo sul social Truth: “Wow! Il Canada ha appena annunciato che sosterrà la creazione di uno Stato palestinese. Questo renderà molto difficile per noi raggiungere un accordo commerciale con loro. Oh Canada!!!”.
Si tratta di una minaccia sottile e velata che lascia intendere possibili ritorsioni dal punto di vista economico per chiunque si discosti dall’approccio di Washington sulla questione mediorientale.
Segue la linea del premier canadese Mark Carney, oltre che la Francia, anche la Gran Bretagna.
Allo stesso modo, Trump ha sentenziato la scelta del premier britannico Keir Starmer di riconoscere la Palestina, giudicandola come una “ricompensa per Hamas”.
Ma la frattura interna al Congresso americano é tangibile: più della metà degli esponenti del Partito Democratico nel Senato federale Usa hanno votato a sostegno di due risoluzioni mirate a bloccare la fornitura di armi americane a Israele. Ma ambedue sono poi state respinte: tutti i senatori repubblicani e 20 democratici hanno votato contro.
Intanto, la proposta della Commissione europea circa la sospensione parziale dell’accesso di Israele al programma europeo di finanziamento alla ricerca Horizon, non ha raggiunto la maggioranza.
Nella giornata di oggi, l’inviato americano in Medio Oriente, Steve Witkoff, visiterà i dibattuti centri di aiuti umanitari gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation.
A ciò seguirà l’incontro con i funzionari israeliani che stanno valutando l’adozione di misure punitive contro Hamas dopo che la scorsa settimana si sono bloccati i colloqui per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.



