Conflitto Ucraina-Russia: gli aggiornamenti di oggi

lunedì, 4 Agosto 2025
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L’ufficio del primo ministro ha reso noto che, per la seconda volta in questa settimana, Netanyahu ha parlato al telefono con il presidente russo Vladimir Putin. Ciò avviene nel quadro di un contesto internazionale sempre più teso.
Nel frattempo, parrebbero intensificarsi i rapporti tra Ucraina e Turchia: l’ambasciatore ucraino in Turchia, Nariman Dzhelyalov, ha dichiarato che l’Ucraina riceverà il presidente turco Erdogan, che dovrebbe visitare il paese su invito di Zelensky.
Il motivo? La ratifica di un accordo di libero scambio tra i due Paesi che, secondo Dzhelyalov, rappresenterebbe “un passo significativo e simbolico”.
Sul versante russo-ucraino, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che i lavori preparatori tra Putin e Zelensky “non sono ancora stati completati”.
Dall’altra parte, il presidente ucraino continua a spingere per un confronto vis-à-vis con il presidente russo.
Intanto, mercoledì é prevista in agenda la visita dell’inviato statunitense Steve Witkoff a Mosca.
Il portavoce del Cremlino ha etichettato la visita come “importante, significativa e molto utile” e non ha escluso un possibile incontro questa settimana tra l’inviato Usa e il presidente russo: “Siamo sempre felici di vedere il signor Witkoff a Mosca e sempre lieti dei contatti con lui. Il dialogo continua, gli Usa continuano i loro sforzi di mediazione per trovare una soluzione alla questione ucraina. Questi sforzi sono molto importanti, anche nel contesto del processo in corso di negoziati diretti russo-ucraini. Il lavoro continua, manteniamo il nostro impegno all’idea che la soluzione preferita per noi, naturalmente, sia la risoluzione del problema ucraino con mezzi politico-diplomatici”, ha aggiunto Peskov.
In tutto questo, l’Italia é stata tirata in ballo, ma non con accezione positiva. L’ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, si è espresso molto duramente nei confronti della linea che sta seguendo il nostro Paese: “Due nuovi virus hanno penetrato le élite italiane al posto del Covid: la russofobia e l’ucrofilia, che acquisiscono forme particolarmente aggressive” ha detto.
A ciò ha aggiunto anche che la Russia “non deve fidarsi affatto degli interlocutori ufficiali italiani. In generale la leadership italiana rimane ermeticamente chiusa a contatti ufficiali con la parte russa a tutti i livelli e i dirigenti italiani non si stancano mai di ripetere parole come un mantra sulla lealtà alla Nato e sulla disponibilità a mettere in atto tutto ciò che viene da questa organizzazione aggressiva e distruttiva”.
Secondo Paramonov, l’aumento delle spese militari fino al 5% del Pil rappresentano per l’Italia “una vera catastrofe economica”.
E in proposito ha commentato che “le autorità non smettono di ripetere che questo deve essere fatto per essere pronti a respingere un’invasione russa ma è una mera menzogna. Dalle autorità italiane sentiamo costantemente dichiarazioni rassicuranti che l’Italia non è in stato di guerra con la Russia, che non manderà personale militare sul territorio dell’Ucraina nelle zone di combattimento, e non permette alle autorità ucraine di utilizzare gli armamenti forniti per colpire in profondità la Federazione Russa” ma, ha proseguito Paramonov, “i Paesi dell’Occidente collettivo, compresa l’Italia, hanno cercato di presentare la loro posizione e azioni in una luce migliore e più amichevole rispetto a quello che erano veramente”.
Per tale ragione, ha inveito il diplomatico, “non dobbiamo affatto fidarci dei nostri interlocutori ufficiali italiani”.
A far discutere in questi giorni è anche l’annuncio rilasciato venerdì da parte del presidente americano Donald Trump, circa il dispiegamento di due sottomarini nucleari in “regioni appropriate” vicine alla Russia.
Con riguardo a ciò, il portavoce Dmitry Peskov ha replicato: “Serve cautela nelle dichiarazioni sul nucleare. Tutti devono essere prudenti su questo tema”. La controversia si é sviluppata via social tra il presidente americano e il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo Medvedev.
Il Cremlino ha precisato: “La cosa principale, ovviamente, è la posizione del presidente Putin. Nel nostro Paese la politica estera è formulata dal capo di Stato. In ogni Paese, i membri della leadership hanno punti di vista diversi sull’attualità. Ci sono figure con posizioni molto, molto dure anche negli Stati Uniti e nei Paesi europei, quindi è sempre così”.
“Ovvio che i sottomarini statunitensi siano già in servizio operativo, poiché si tratta di un processo in corso” ha poi spiegato Peskov.
“Questa situazione non è un’escalation, si stanno discutendo argomenti delicati e alcune persone li percepiscono in modo piuttosto emotivo” ha sottolineato il portavoce del leader russo.
Il ministro degli Esteri Tajani ha commentato che “quella americana è una risposta politica più che militare alle dichiarazioni aggressive di Medvedev nei confronti degli Stati Uniti che non intendono sottomettersi all’aggressività della Federazione Russa” e che “bisogna lavorare per una descalation ovunque”.

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