Venezia 82. Bearcave – La recensione

lunedì, 1 Settembre 2025
1 minuto di lettura

SINOSSI

Ambientato a Tirna, un villaggio sulla montagna in Grecia, Arkoudotrypa racconta la storia di Argyro, una contadina forte e determinata, e della sua migliore amica Anneta, la ragazza più popolare del paese. Quando Anneta confessa di essere incinta e di voler lasciare il villaggio con il suo fidanzato poliziotto, Argyro la sfida a intraprendere un’avventura: trovare la leggendaria grotta dell’orso. Prima che Argyro possa confessarle il suo amore, Anneta parte per la sua nuova vita nella grande città. Argyro è a pezzi. Nella sua nuova casa, con la suocera sempre appiccicata, Anneta capisce subito che il suo destino è altrove.

Bearcave – La recensione

Bearcave è un gioiellino incastonato nel concorso delle Giornate degli Autori, sezione parallela e autonoma della 82ª Mostra del Cinema di Venezia.

Il lungometraggio d’esordio dei co-sceneggiatori e registi Stergios Dinopoulos e Krysianna Papadakis, con le esordienti Xara Kyriazi e Pamela Oikonomaki, ha vinto il premio nella sezione Works in Progress del programma industry del Thessaloníki Film Festival.

Bearcave (titolo originale Arkoudotrypa), è un film che non cerca la perfezione formale, ma la vibrazione emotiva: come le protagoniste, anche l’opera sembra costantemente sul punto di rompersi, ma proprio da questa fragilità ricava la sua forza. Assistiamo alla nascita di una relazione profonda e ambivalente fra due giovani donne, Argyro (Hara Kyriazi), allevatrice silenziosa e concreta, e Anneta (Pamela Oikonomaki), estetista estroversa e romantica. Il rapporto tra le due è il nucleo incandescente del film: un legame che solo la rivelazione di una gravidanza e di un futuro già scritto riesce a incrinare. La grotta dell’orso, spazio mitico e quasi sacrale, diventa simbolo di un possibile futuro insieme, luogo liminare dove intravedere un altrove. È il cuore allegorico del film: ciò che viene mostrato a metà, ciò che non può essere detto del tutto, l’amore che resta intrappolato nel sottosuolo, in una sorta di “romanzo di formazione queer”.

L’ambientazione—un villaggio montano greco—non è mera cornice, ma diventa protagonista: luogo di legami ancestrali, tradizioni soffocanti e possibilità d’evasione. Pur rivelando la natura low budget con alcune imperfezioni e una durata eccessiva che ne riduce l’impatto complessivo, Bearcave grazie anche alla sorprendente interpretazione delle due attrici protagoniste (da evidenziare una recitazione luminosa e spontanea, capace di tradurre sullo schermo l’energia vitale e ironica della giovinezza) compie un atto coraggioso: mette al centro la fragilità dei sentimenti queer in un ambiente ostile, senza cedere al melodramma né a facili  soluzioni consolatorie.

Bearcave è una delle opere che si possono vedere in contemporanea streaming durante le giornate della 82° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, grazie a Biennale Cinema Channel e a MYmovies One.

SCHEDA FILM

Regia: Stergios Dinopoulos e Krysianna Papadakis

Attori: Xara Kyriazi, Pamela Oikonomaki

Sceneggiatura: Stergios Dinopoulos e Krysianna Papadakis

Durata: 127′

Colore: C

Produzione: Grecia

 

Vittorio Zenardi

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.