La “Global Sumud Flotilla” parte male e già deve combattere con la sfiga. Da giorni non riesce a salpare. Vuoi per le condizioni avverse del mare, vuoi per ragioni tecnico-organizzative.
Ieri i “professionisti dell’umanità” attendevano dai porti siciliani il disco verde-direzione Gaza. Invano. Il suo nome, del resto, è già tutto un programma: “flottiglia” evoca navi militari e “global”, la solita mitologia mondialista). Adesso pare che la partenza sia stata posticipata al 7 settembre.
Quella che si dice, al di là dei bilanci preventivi e successivi che saranno, una “crociata di successo”, secondo l’attuale moda-social, secondo cui gli annunci sostituiscono totalmente e inevitabilmente i fatti.
Sì, perché gli annunci finora sono serviti, come stanno servendo, unicamente ad alimentare, rafforzare e radicalizzare lo scontro politico di casa nostra. Tra un governo ambiguo e oscillante, che sul tema è costretto a rincorrere ripetutamente la demagogia della sinistra, passando per filo-Israele, filo-Netanyahu, come del resto appare, e un’opposizione che si ammanta del ruolo di bandiera dei diritti universali, dei migranti, di Gaza, dei piccoli etc.
Una strage, un genocidio che comunque grida vendetta, e che sta passando sotto un pianificato e colpevole silenzio, grazie a media, partiti e intellettuali vergognosamente schierati, per interessi precisi (vendita di armi compresa), che chiamano “democrazia” ed “Occidente”.
Uno scontro destinato a continuare. A Milano la piazza si è prontamente mobilitata in sostegno degli aiuti umanitari.
E le schermaglie sono emblematiche. Da un lato, la Schlein parla di missione umanitaria e politica, mentre la Meloni di iniziativa pericolosa e ideologica.
Lo stesso Tajani ha sensibilizzato l’ambasciatore italiano in Israele per contenere quelli che saranno sicuramente dei danni.
Come se non bastasse, a bordo risultano presenti quattro parlamentari italiani di Pd-M5s e Avs: Benedetta Scuderi e Annalisa Corrado (eurodeputate), Arturo Scotto (deputato) e Marco Croatti (senatore). I soliti mistici del paradiso sulla terra.
Ed è divertente annotare una profonda contraddizione che la dice lunga circa il livello mediocre della nostra politica: Pd, Avs e grillini chiedono a Palazzo Chigi di prendere una posizione netta contro Israele, ma ora si aggrappano al rapporto preferenziale che l’esecutivo ha proprio con Israele per tutelare i componenti della missione quando eventualmente tenteranno di oltrepassare il blocco navale israeliano. E certamente dovranno subire la reazione militare di Tel Aviv. Con effetti probabilmente cruenti.
Come andrà a finire? Azzardiamo una previsione: la “Global Sumud Flotilla” sarà intercettata e ci saranno momenti concitati. Tutti i partecipanti, in primis gli italiani, saranno identificati e forse trattenuti in stato di fermo.
Col risultato che per la sinistra saranno eroi (modello-Open Arms), per la destra cittadini imbarazzanti da salvare, da lasciare pedagogicamente ad Hamas.
Gaza. La crociata ideologica della Flotilla di fatto è già partita. E il governo è in difficoltà



