La mostra dedicata a Maria Antonietta è attualmente allestita a Londra, al Victoria and Albert Museum (V&A), fino al 22 marzo 2026. Intitolata “Marie Antoinette Style”, espone oltre 250 oggetti che esplorano lo stile, la vita e l’influenza della regina: abiti, gioielli, accessori e oggetti personali, alcuni prestati per la prima volta da Versailles.
Ma perché una mostra su Maria Antonietta? La sua figura, ormai, ha perso i contorni storici e reali per diventare leggenda, mito, icona di eleganza difficilmente eguagliata da altre. Una vita così breve, ma così intensa — e così tanto raccontata — l’hanno avuta in pochi. E forse, sotto questo rinnovato interesse, si cela qualcosa di più profondo.
Sta crollando o è già crollato quel racconto scolastico e falsamente “democratico “della regina frivola e superficiale, tutta presa dai giochi e dalle relazioni “pericolose “… il Conte Fersen e la famosa collana, regalatale dal Cardinale di Rhoan. Faceva parte delle infinite falsità storiche che ci hanno trasmesso nella scuola dello stato, e se guardiamo con gli occhi di ora gli insegnamenti che ricevevamo, possiamo ora distinguere chiaramente un fil rouge di racconti o meglio vere e proprie menzogne, rigorosamente di parte. Le monarchie di tradizione cattolica le hanno sempre dipinte come retrograde e oscurantiste.

La rivoluzione francese, vide il popolo sicuramente povero e affamato ,come è ancora oggi… aizzato ad arte dai soliti “affaristi”, quasi sempre borghesi e avidi commercianti ,che avevano sempre usato il cambiamento sociale del Gattopardo, cioè cambiamo tutto per non cambiare nulla, semplicemente perché si sostituivano ai potenti di prima. E a guardare bene chi guadagnò dal passaggio “dall’Ancien Regime ” al nuovo Impero Napoleonico? Non certo il popolo e tantomeno le donne! Il primo rimase sempre povero e affamato e forse sfruttato con più studio e metodo dagli imprenditori della nascente era industriale, che proclamavano il progresso tecnologico come soluzione per tutti i mali dell’umanità. Era il pensiero razionale e illuminista che veniva applicato. Ma a quale prezzo! Le condizioni di vita delle nuove classi lavoratrici erano ben più spaventose di prima della rivoluzione. Si attaccava la Chiesa e i suoi privilegi, ma dimenticando, volutamente, che nel corso degli ultimi millesettecento anni, la Chiesa e le sue istituzioni e gli ordini religiosi, erano stati l’unico vero aiuto per quei poveri e quelle classi rurali. I monasteri ,quasi sempre, erano l’unico sostegno per I malati e i conventi, gli unici che davano da mangiare ai diseredati. Non si può nascondere questo, in nome di chi o di cosa? Ma fu accuratamente “omesso” nella scuola pubblica. E il Re e la Regina, che non furono differenti dai tanti reali che poi seguirono sul palcoscenico della storia, furono barbaramente uccisi, assieme a migliaia di innocenti, nobili e preti ,ma spesso anche di umilissima origine. Nelle file della Chiesa, migliaia di poveri figli di contadini, si formavano per diventare preti. Niente di quanto scrivo fa parte della storia insegnata a scuola.
Maria Antonietta, ebbe una vita terribile con pochi momenti veramente piacevoli… fù demonizzata da certe “correnti culturali “progressiste e razionali, come un male assoluto. Ma fu facile preda della propaganda della nascente società borghese e razional-capitalistica. Al popolo sicuramente si deve dare in pasto qualcosa, ma restando dietro le quinte a muovere i fili del potere. E invece a ben guardare, ella fu veramente un eroina tragica, e di altissimo valore anche spirituale. Non fu mai colta a reagire con rabbia o a offendere chi la oltraggiava. E visse il vero terrore, quello che diede il nome “terrore” al periodo che visse. Sempre controllata e quasi distaccata da quella realtà assurda ,assistette a cose per noi difficili da comprendere, tanto furono spaventose. Le strapparono i figli e del delfino non se ne seppe più nulla. La principessa di Lamballe, sua amica personale, fu’ fatta letteralmente a pezzi dal “democratico “popolo di Parigi, e la sua testa le fu mostrata su una picca ,sotto la sua finestra alla Conciergerie!
Moltissimi morirono prima di lei e solo la Duchessa di Polignac riuscì a fuggire. Fu altera e composta fino alla ghigliottina e salendo pesto’ il piede del boia, scusandosi. Non disse mai la celeberrima frase delle brioches da dare al popolo ma in compenso la dipinsero per più di due secoli come una donna cinica e frivola, questo doveva essere rappresentato. Ma ora si capovolge la storia insegnata. I pochi anni che la videro regina di Francia, furono la sintesi di due secoli di predominio artistico e culturale del paese. Fu l’apoteosi di tutto. Forse si presagiva la fine e si viveva febbrilmente… la moda raggiunse le vette della creatività più eccentrica e provocatoria. Le parrucche si alzavano a seconda del grado sociale e le sue erano le più elaborate e stravaganti. In testa si mettevano di tutto, dalle gabbie con gli uccelli, alle conchiglie o agli oggetti d’arte, tutto doveva fare effetto e colpire la vista degli altri. Come oggi fanno tanti personaggi del jet set internazionale… è cambiato qualcosa? Ma lei, la Regina, non fingeva, era divertente veramente, aveva “l’esprit” come dicono i francesi… pur non essendo francese ma austriaca. Certo, lei raccolse l’eredità artistica di una grande donna che le aveva preparato il terreno: la marchesa di Pompadour. Era lei che aveva fatto diventare la Francia, l emporio della moda per l’Europa intera! Parigi dettava le mode e tutti le seguivano, e lei ne divenne l’influencer ! Mi scuso per l ‘orrenda parola, ma ci stava. Non si poteva prevedere una regina più perfetta per quel momento! Fu il disegno politico anti cattolico e anti religioso, che la usò come bersaglio, lei, la Corona e tutto il vecchio mondo che rappresentavano ,erano in effetti lo stratagemma per le rivendicazioni del popolo, che non avrebbe ottenuto nulla dal cambiamento. Lo stesso popolo che sta gridando ora nelle stesse strade di Parigi… curioso… ma quel momento fu splendido e tragico e lei ne fu la protagonista nel bene e nel male e come non poteva diventare un simbolo, del bello, del lusso e dell’effimero? Lei è stata vera e unica in tutte e tre le cose.


