Venezuela, nave Usa in assetto di guerra a largo dei Caraibi, cosa c’è dietro

lunedì, 27 Ottobre 2025
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Che un’ altra guerra all’orizzonte stia creando allarme e preoccupazione era fuor di dubbio. Ora bisogna capire se sono prove generali di un prossimo conflitto bellico o solamente esercitazioni a fine militare ma senza una dovuta ragione. Certo è che da qualche giorno i funzionari governativi di Trinidad e Tobago e degli Stati Uniti hanno annunciato che la nave da guerra USS Gravely, un cacciatorpedine missilistico attrezzato di ogni tipo di armamento a bordo, rimarrà nella nazione caraibica fino a giovedì, al fine di effettuare esercitazioni congiunte. Nella capitale della nazione caraibica la nave si aggiunge alla portaerei USS Gerald R. Ford, che è già in fase di avvicinamento. Le voci dei leader dei due paesi intanto battibeccano oltremodo. Il presidente venezuelano Maduro ha criticato lo spostamento della portaerei come un tentativo del governo statunitense di fabbricare una nuova guerra contro il suo Paese.Trump dal canto suo accusa Maduro di essere a capo di una banda criminale organizzata. E intanto l’incaricata d’affari dell’ambasciata statunitense, Jenifer Neidhart de Ortiz, ha dichiarato in un comunicato che tali operazioni militari mirano ad affrontare minacce comuni come la criminalità transnazionale e a costruire la resilienza attraverso l’addestramento, le missioni umanitarie e gli sforzi di sicurezza. L’arrivo della nave da guerra arriva una settimana dopo che l’ambasciata Usa a Trinidad e Tobago invita i cittadini americani a stare lontani dalle strutture governative statunitensi. Le autorità locali hanno spiegato che l’avvertimento è stato diffuso a seguito di segnalazioni di possibili rischi. Nel frattempo, molti abitanti di Trinidad e Tobago criticano l’attracco della nave da guerra in città, in scena da diverse ore parecchie manifestazioni di dissenso alla massiccia presenza militare Usa nella zona. Nonostante le proteste, Kamla Persad-Bissessar, prima ministra di Trinidad e Tobago, ha sostenuto con forza la presenza militare statunitense e gli attacchi mortali a imbarcazioni sospettate di traffico di droga nelle acque al largo del Venezuela. Il Caricom, un blocco commerciale regionale che comprende quindici Paesi caraibici, ha invitato intanto al dialogo.

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