Lasagna con vetri, la giornalista Castellani in ospedale per tre giorni: “Ho rischiato di morire. Ora sono traumatizzata”

martedì, 28 Ottobre 2025
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Abbiamo incontrato la giornalista e conduttrice Barbara Castellani nella sua casa romana il giorno dopo essere uscita dall’ospedale Grassi, dove ha trascorso tre notti in quanto vittima di un episodio drammatico.

Mercoledì, all’ora di pranzo, la giornalista ha acquistato in una gastronomia vicino casa una porzione di lasagna per lei e la figlia.
Dopo pochi bocconi, la ragazza ha avvertito qualcosa di strano che scricchiolava sotto i denti. É stato allora che mamma e figlia hanno fatto la terribile scoperta: all’interno del pasto vi erano dei frammenti di vetro di colore verde. Ma ormai era troppo tardi poiché entrambe avevano ingerito della pasta, seppure poca.

Cosa é accaduto quando vi siete accorte della presenza di vetri nel piatto?

“Ho immediatamente allertato i carabinieri, per segnalare l’accaduto affinché si assicurassero che il piatto non venisse servito ad altri. Nel frattempo io e mia figlia ci siamo recate all’ospedale Grassi a cui sono veramente grata”.

Quando si é resa conto di essere in pericolo di vita?

“Mia figlia ha consegnato il vetro ai carabinieri, che é stato riposto in una bustina. Ero molto preoccupata per lei: é stata sottoposta subito ad una Tac di controllo. Ma, nel frattempo, ho iniziato ad accusare dei forti dolori all’addome, nausea e gonfiore allo stomaco. Dopo essere stata sottoposta alla prima Tac mi hanno trovato del vetro all’altezza della milza. Li si é capito che fossi io ad essere in pericolo. Mi hanno monitorata continuamente per assicurare non ci fossero emorragie interne”.

Cosa é accaduto il giorno dopo?

“Alla Tac del giorno successivo, speravo che l’incubo finisse. Ma la dottoressa mi ha comunicato che non potevo assolutamente essere dimessa e che sarebbe stato rischioso per la mia vita. A quel punto, ho avuto una crisi di nervi: ho iniziato a piangere, mi sono spaventata moltissimo. Avevo paura di essere operata. Dopo l’elettrocardiogramma infatti sono stata trasferita in chirurgia, dove ho trascorso la notte”.

In che modo si é risolta la situazione?

“Il terzo giorno, hanno evitato di sottopormi alla Tac poiché sarebbe stata pericolosa per via dell’eccessiva esposizione ai raggi. Mi hanno monitorato svegliandomi alle 6:30 del mattino, facendomi tantissimi prelievi e controllando i parametri del sangue. Dopo la terza notte, mi hanno sottoposta ad un’altra Tac. Speravo che non si arrivasse all’operazione e, con mia sorpresa, il vetro non c’era più”

Com’é stato il rientro a casa?

“Una volta tornata a casa ero parecchio debilitata per via della dieta liquida fatta in quei giorni e dei vari esami del sangue a cui mi sono dovuta sottoporre”.

Ha intenzione di sporgere denuncia contro la gastronomia?

“Assolutamente si, sto già preparando tutti i documenti. Sono grata ai Carabinieri del Pronto intervento di Ostia e i Carabinieri di Casal balocco oltre al personale medico dell’Ospedale Grassi e i colleghi giornalisti che hanno dato voce all’accaduto. In italia c’é troppa leggerezza nella scelta degli alimenti. Basti pensare alle persone decedute a settembre per aver ingerito alimenti contenenti la tossina botulinica”.

Cosa crede sia accaduto? Si é scoperto qualcosa?

“Le indagini sono in corso al momento. Confido nella magistratura. Bisogna capire se si sia trattata di una negligenza. C’erano più vetri nella porzione di pasta, anche di dimensioni pari a 3 millimetri, non poi così piccoli. Secondo me, verosimilmente per il tipo di vetro e il colore, si é trattato di una bottiglia di vetro. Ma i carabinieri non possono ancora dirmi nulla, mi daranno aggiornamenti non appena le indagini si saranno concluse”

Come si sente dopo l’accaduto?

“Ho una grande rabbia addosso. Penso: cosa sarebbe accaduto se non fossi stata in casa e mia figlia avesse consumato tutto il pasto senza accorgersene? Non me lo sarei mai perdonato, é gravissimo quello che é successo. Sarebbe potuta essere una tragedia. Sono negligenze che non si possono facilmente tollerare. In questo momento sto vivendo uno shock per quanto subito: ho il terrore di mangiare. Sono andata a cena fuori con mio marito in un ristorante vicino casa per farmi passare una serata tranquilla dopo le tre lunghe giornate che ho vissuto e lo spavento che mi sono presa. Mi hanno portato una bottiglia di vetro ma non sono riuscita a berla. Mi sono rifiutata. Ho chiesto che fosse cambiata con una lattina. Ho la fobia dei vetri. Ho paura anche del cibo ormai: quando mangio lo controllo per bene. Ho sinceramente paura. Sono traumatizzata non riesco più a bere da bottiglie di vetro. Sto vivendo un trauma”.

Episodi come quello citato dalla giornalista attinente alla tossina del botulino che é stata assunta inconsapevolmente da alcuni individui causando la loro morte nel mese di settembre, ricordano quanto sia importante prestare la massima attenzione alla cura degli alimenti e a ciò che viene venduto e servito. Nel caso del pasto consumato parzialmente dalla giornalista e dalla figlia, vi erano più pezzi di vetro che avrebbero potuto essere letali per le due. Ci si chiede se si sia trattata di negligenza da parte del personale. Una negligenza che però poteva costare una o più vite. E, anche nei casi in cui il peggio viene evitato, lascia un trauma dietro di sé difficile da superare.

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