La notte di Halloween si è trasformata in teatro degli orrori e a trionfare è stata la giustizia fai da te come vendetta per la violenza subita da un amico. Questo in sintesi è lo scenario di guerriglia urbana che ha avuto luogo nella cittadina di Moncalieri alle porte di Torino tra adolescenti nel week end dopo che un loro amico quindicenne con fragilità psico-emotive è stato sequestrato e seviziato da tre coetanei durante la notte di Halloween. Gli amici della vittima, dopo l’appello social, si sono radunati davanti alla casa di uno dei giovani indagati per il caso per organizzare una spedizione punitiva. La zona era presidiata dalle forze dell’ordine, carabinieri e polizia locale, e dopo che si è sparsa la voce che il ragazzo non era in casa la situazione è tornata alla normalità e il gruppo di giovani è tornato nelle proprie abitazioni. Un gesto eclatante che fa capire che la sete di vendetta del branco è più forte della violenza in se’. C’è da dire in questi casi che anche il mezzo social veicola e aiuta a fare da cassa di risonanza per organizzare spedizioni punitive e giustizie fai da te. Uno scenario questo che alimenta violenza soprattutto tra i giovani, per farsi giustizia da soli dove a volte la giustizia non arriva e non punisce mai i colpevoli. Frasi come: “La deve pagare” come riporta il Corriere della Sera, scritte dal gruppo che vuole vendicare l’amico: “Noi lo conosciamo fino a poco tempo fa era tranquillo, ma poi ha iniziato a fare cavolate. Adesso ha esagerato e non può pensare che noi ce lo scorderemo.” E ancora frasi pronunciate dalla vittima:””Io sono tranquillo. Adesso sono quegli altri che hanno finito di vivere” sono scioccanti e soprattutto preludono ad un fenomeno quello della giustizia fai da te sempre più diffuso soprattutto tra i giovani. Ora infatti Il timore degli investigatori è che altri episodi del genere possano ripresentarsi e che qualcuno voglia farsi giustizia da solo, come già avvenuto domenica, quando un gruppo di persone si era presentato sotto casa di uno degli indagati, per un raid punitivo, e solo grazie all’intervento di una pattuglia la situazione era tornata alla normalità.



