Musk shock sull’Italia: «Sta scomparendo». Perché abbiamo poco tempo…

venerdì, 14 Novembre 2025
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Elon Musk vive con la testa tra satelliti e pianeti, ma, seppur da quella prospettiva,  riesce a vedere quello che accede sulla Terra meglio di tanti politici e intellettuali. La sua ultima “profezia” riguarda il destino demografico del nostro Paese. E si tratta di una visione shock.  «L’Italia sta scomparendo», sentenzia su X sotto l’immagine di un tricolore in fiamme.

L’occasione di questo cupo annuncio è venuta dalla pubblicazione degli ultimi, sconvolgenti dati Istat. Lo scorso anno sono venuti al mondo nell’ex Belpaese appena 370mila bimbi. Per fare un paragone con il passato, basterà dire che nel 1985 le nascite erano 644mila l’anno. Questo vuol dire che la natalità in quarant’anni s’è quasi dimezzata. Se continua così, tra non molti decenni, gli italiani saranno poco più di 30 milioni, pressoché la metà degli attuali 59 milioni. La qual cosa, in mondo che viceversa è demograficamente in crescita, equivale a scomparire o, se non proprio a estinguersi, quantomeno a diventare un popolicchio del tutto irrilevante.

Qualcuno potrà dire che Musk parla così perché è ossessionato dal tema delle nascite, tant’è che ha personalmente provveduto all’incremento demografico mettendo al mondo ben 14 figli. Il problema è che il patron di Starlink ha tremendamente ragione.

Ma il problema è anche che l’Italia corre verso l’abisso come se si trovasse in uno stato di sonnambulismo e/o di ridanciana rassegnazione. Di calo demografico si parlerà tra oggi e domani, a seguito dell’allarme di Musk. Ma poi, già dal giorno dopo, se ne saranno tutti dimenticati. E tutto continuerà come prima.

Al di là del fatto numerico, a spaventare maggiormente è il dato qualitativo. Perché un Paese che va verso il suo dimezzamento è un paese che si impoverisce, un paese che diventa sempre più marginale e arretrato, un Paese che perde ogni capacità di innovazione, un paese senza più voglia di vivere. E per vedere all’opera certi processi non dovremo aspettare 50 anni o la fine del secolo: potranno essere percepibili già tra quindici o venti anni.

Non abbiamo molto tempo per invertire il trend e limitare il nostro declino. Se non cambia qualcosa entro i prossimi tre o quattro lustri, se non si adottano energiche politiche nataliste, la tendenza all’estinzione virtuale potrebbe diventare irreversibile.

Ma i primi ad essere ciechi di fronte a questo problema (il problema dei problemi per noi italiani) sono proprio quelli che dovrebbero intervenire: i politici.

Ieri, per dirne una, nel Palazzo non ci si interrogava sul merito dell’avvertimento di Musk. Ci si interrogava sul perché il patron di Starlink l’avesse lanciato. Come riferisce oggi la “Stampa”, era tutto un fiorire di dietrologie. C’è chi sosteneva che era un “messaggio” per Giorgia Meloni al fine di accelerare l’adozione di parte italiana della tecnologia satellitare detenuta dal suo gruppo e chi invece vi scorgeva un avvertimento all’Unione europea. Di tutto si parlava meno di quali politiche adottare per rilanciare le nascite. Certi discorsi sono o non sono la tipica espressione di una classe dirigente che guida un popolo votato al suicidio?

Michel de Montaigne, alla fine del ‘500, scrisse che l’Italia era un «Paese di morti abitato da un pulviscolo umano». Lo scrittore francese alludeva al contrasto tra la grandezza delle vestigia storiche e l’arretratezza sociale. In effetti, dalla fine del XVI e lungo tutto il XVII secolo, il nostro Paese conobbe una decadenza politica ed economica tale da oscurare i primati raggiunti in epoca tardomedievale e poi rinascimentale.

Se presto non ci riveleremo capaci di correggere le attuali tendenze demografiche, potrà sicuramente accadere, tra 50 o 60 anni, che un Montaigne redivivo ci descriverebbe così: «Italia, un Paese di morti. E basta»

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