L’avvocato della famiglia del bosco, Giovanni Angelucci, incaricato di preparare il ricorso per il ritorno a casa dei figli della coppia, ha deciso di gettare la spugna. Ha rimesso il suo mandato per le “troppe e pressanti ingerenze esterne”. E fa capire che la vicenda sta diventando complessa. «Purtroppo – scrive in una nota – dopo attenta riflessione ho deciso, non senza difficoltà, di rinunciare al mandato difensivo a suo tempo conferitomi dai coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Mi sono visto costretto a una simile scelta estrema, che è l’ultima che un professionista serio vorrebbe adottare, dal momento che negli ultimi giorni i miei assistiti hanno ricevuto troppe pressanti ingerenze esterne che hanno incrinato la fiducia posta alla base del rapporto professionale che lega avvocato e cliente». Nel comunicato, Angelucci spiega anche che aveva preso appuntamento con una psicologa psicoterapeuta infantile specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale «al fine di poter fornire ai coniugi Trevallion-Birmingham un supporto tecnico scientifico in tal senso, ove necessario nel corso del futuro giudizio».
La decisione dell’avvocato sarebbe maturata dopo che i coniugi hanno rifiutato un’abitazione distante pochi chilometri dalla loro, messa a disposizione a titolo gratuito da un imprenditore nel campo della ristorazione di Ortona originario di Palmoli. Non solo, Angelucci avrebbe dovuto raccogliere anche la firma da Nathan per procedere con il deposito al genio civile del progetto di ristrutturazione straordinaria dell’immobile, ma per la coppia tali lavori sarebbero stati troppo invasivi e impattanti.
Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas del foro di Chieti hanno sostituito Angelucci e sono i nuovi legali dei genitori della famiglia. I due legali stanno preparando il ricorso, che sarà depositato venerdì, contro l’ordinanza del Tribunale dei Minori dell’Aquila che nei giorni scorsi ha disposto che i tre figli della coppia venissero collocati in una casa-famiglia. Sabato 29 novembre, infatti, scadono i termini per presentare il ricorso.
Intanto Nathan, il padre inglese dei tre bambini allontanati dal Tribunale dei minori dell’Aquila e trasferiti in una struttura protetta, prosegue il suo silenzio stampa, annunciato ieri, e non rientra a dormire nel casolare di Palmoli. È ospite di alcuni amici della comunità di neorurali, in un paese vicino il borgo. La decisione dopo una riunione nello scorso fine settimana tra le 30 famiglie che hanno abbracciato uno stile di vita simile al suo nel Vastese. Nel corso dell’incontro sono state lette le motivazioni del giudice sulla decisione di allontanamento dei tre bambini della coppia Nathan e Catherine, tra le quali emerge in maniera negativa la loro esposizione verso i media e gli organi di stampa. Da qui la decisione categorica di non rilasciare altre dichiarazioni.
I tre bambini seguiti nella casa-famiglia stanno bene, come la madre Catherine che è con loro secondo le prescrizioni della magistratura. Ora la parola, non è detto che sia l’ultima, spetta al ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha ricevuto l’ordinanza dei giudici del Tribunale dei minori dell’Aquila con la quale i figli sono stati allontanati da casa. La relazione riguarda soprattutto l’agibilità dell’abitazione e il metodo scolastico introdotto da Nathan e Catherine. Riguardo al primo, scrive la presidente Cecilia Angrisano: «Non sono verificate le condizioni di salubrità dell’abitazione, con particolare riguardo all’umidità, incidente sullo sviluppo di patologie polmonari». La pietra che compone la casa non prevede infissi, spiegano dal tribunale, e dunque potrebbero verificarsi patologie. L’altro aspetto critico, ossia l’assenza di servizi igienici, sarebbe in via di soluzione con l’installazione di un locale supplementare come spiegano babbo e mamma dei tre bambini. Quanto all’istruzione, i giudici spiegano: «I genitori hanno prodotto un certificato di idoneità alla classe terza per la maggiore, rilasciato dalla Novalis Open School di Brescia. Non hanno esibito al servizio sociale né prodotto in giudizio la dichiarazione annuale al dirigente scolastico della scuola più vicina sulla capacità tecnica o economica di provvedere direttamente all’insegnamento parentale».
Il ministero ha avviato gli accertamenti che porteranno a una decisione dello stesso Nordio su una vicenda che, oltre ad un caso giudiziario, sta diventando ogni giorno di più un caso politico e, soprattutto, mediatico. Il Guardasigilli potrà decidere di archiviare, disporre una sanzione o, se rilevate particolari problematicità, avviare un’inchiesta o inviare gli ispettori. Al Tribunale dei minorenni dell’Aquila il clima viene comunque descritto come “sereno e tranquillo”, con udienze e attività che proseguono senza alcun problema o intoppo.



