Manovra 2026 per le famiglie: cosa cambierà e per chi

giovedì, 27 Novembre 2025
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La Legge di Bilancio 2026 si presenta come la manovra più orientata alle famiglie degli ultimi anni. Non è marketing istituzionale: entrando nei numeri, si vede chiaramente dove il governo ha deciso di concentrare risorse e dove, invece, i margini restano stretti.

Il primo tassello è il taglio dell’IRPEF sul secondo scaglione, quello che abbraccia gran parte del cosiddetto ceto medio. L’aliquota scende dal 35% al 33% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro. L’impatto non è rivoluzionario, ma tangibile: un dipendente da 32.000 euro lordi l’anno risparmia circa 180 euro; a 40.000 euro il beneficio sale a 350 euro; vicino ai 50.000 euro si sfiorano i 430–440 euro. Una boccata d’ossigeno, in un Paese dove il ceto medio regge gran parte del gettito fiscale e della domanda interna.

Sul fronte delle famiglie con figli, la manovra introduce una serie di misure che segnano una linea politica chiara: puntare sulla natalità e sul lavoro femminile. Il bonus per le mamme lavoratrici sale da 40 a 60 euro mensili per chi ha almeno due figli. Si tratta di circa 720 euro l’anno: non cambia una vita, ma alleggerisce il costo strutturale del lavoro femminile, soprattutto per i nuclei con redditi medio-bassi.

Il congedo parentale viene esteso: sarà possibile usufruirne fino ai 14 anni del figlio, contro i 12 attuali. In caso di malattia dei bambini aumentano anche i giorni retribuiti per i genitori, che passano da 5 a 10 l’anno. Un segnale chiaro di riconoscimento del carico familiare: in Italia, l’ISTAT stima che il 72% delle ore di cura ricada sulle madri.

La manovra tocca anche l’ISEE, un parametro che negli ultimi anni ha finito per penalizzare molti nuclei proprietari della prima casa. Il nuovo calcolo esclude dall’indicatore il valore dell’abitazione principale fino a 91.500 euro catastali. È un passaggio tecnico, ma con effetto concreto: migliaia di famiglie potranno accedere di nuovo a bonus sociali, agevolazioni scolastiche e incentivi fino a oggi preclusi.

Il capitolo scuola potrebbe essere il più divisivo: è allo studio un bonus fino a 1.500 euro per le famiglie con ISEE sotto i 30.000 euro che iscrivono i figli alle scuole paritarie. Si parla di almeno 120.000 studenti potenzialmente interessati. La misura è ancora in discussione e potrebbe essere limata, ma va letta come un tentativo politico di riequilibrare una dualità storica tra scuola statale e non statale.

Sul fronte edilizio, invece, arriva una proroga del Bonus Ristrutturazioni al 50% e del Bonus Mobili. Non c’è traccia del Superbonus 110% — la stagione è chiusa — ma per alcune aree terremotate restano attive forme potenziate di contributo. L’edilizia non è più il volano pubblico, ma qualche leva rimane.

Il quadro complessivo mostra una manovra che lavora su leve graduali, senza colpi di teatro. Il governo concentra risorse su famiglie con figli, ceto medio e prime case di valore medio-basso. Gli impatti? Realistici più che rivoluzionari: secondo simulazioni dei CAF, una famiglia tipo con due figli e reddito complessivo di 38.000 euro potrebbe ottenere, combinando le diverse misure, un beneficio annuo compreso tra 1.200 e 1.600 euro. Non sono cifre che cambiano una vita, ma sono abbastanza da alleggerire un carrello della spesa che negli ultimi 24 mesi è cresciuto del 16%.

Resta una grande assente: una riforma strutturale del costo della vita. Finché il prezzo medio degli affitti rimarrà sopra i 15 euro/mq nelle grandi città, e finché il costo della crescita di un figlio (oggi stimato da Bankitalia in 7.000–8.500 euro l’anno) resterà fuori controllo, nessuna manovra potrà colmare davvero il divario tra redditi stagnanti e spese crescenti.

La Manovra 2026 aiuta — e in alcuni casi aiuta davvero — ma non riapre da sola l’ascensore sociale. È un passo, non l’arrivo. Il punto decisivo sarà capire se il sistema Paese accompagnerà queste misure con politiche strutturali su casa, salari, produttività e natalità. Perché senza quei pilastri, anche la migliore manovra resta solo una boccata d’aria in un lungo tratto in salita.

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