Cosa ha detto di tanto sconvolgente Matteo Salvini? Che se Napoleone e Hitler non sono riusciti a sconfiggere la Russia, può farlo una Ue senza esercito, valori unificanti (è una pallida fotocopia rispetto al sogno dei padri fondatori), ridotta a un mero accrocco di interessi lobbistici, tante parole retoriche e un’etno-sostituzione sul campo che prima o poi produrrà effetti disastrosi e reazioni violente?
Una Ue che per salvare leader superati senza consenso (Macron, Merz, Starmer) ha unicamente due strade: o assistere alla futura vittoria elettorale dei populismi di destra e sinistra (ad esempio, l’incontro già in atto tra cultura woke e cittadini o migranti islamici), o fare una guerra, come nella storia si è sempre verificato. La frase “o soldi o guerra” (il polacco Tusk) e la narrazione “bellicista per la pace”, a partire dalla Von der Leyen, fino al ministro Crosetto, la dicono lunga su una preparazione modello “Finestra di Overton”.
Una Ue, tra l’altro senza soldi, che per il sostegno ideologico a Kiev, paga due volte agli Usa il gas, e paga quelle armi per l’Ucraina che prima otteneva a buon mercato. E’ ovvio che ha tentato, operazione fallita, di utilizzare gli asset russi, ipotizzando uno scippo giuridico senza precedenti, che avrebbe creato ripercussioni inquietanti a danno dei mercati, degli investitori, delle imprese e dei cittadini. Come dire, “ti prelevo i soldi se non sei d’accordo con me”. E poi ci ergiamo a difensori della democrazia e dell’Occidente liberale.
E qui torna in ballo la dichiarazione di Salvini. La verità è che nessuno può permettersi di scardinare, smentire, criticare il pensiero unico, quando la macchina manipolatoria e propagandistica è partita. Come nel nostro caso.
Come dare un freno a tali pulsioni belliciste? Primo, comprendere che la guerra fredda c’è sempre stata, ha avuto una pausa negli ultimi decenni, e ora si è ripresentata su basi nuove.
Dopo Yalta e fino alla caduta del Muro (1989), l’Europa non ha mai contato nulla. I giochi li facevano gli americani e i russi. Il nostro continente era il confine tra due mondi, due concezioni della vita e dell’economia (con relativo prezzo: gli anni di piombo, la strategia della tensione, Gladio, i finanziamenti di Mosca al Pci).
Adesso siamo tornati a “bomba”: l’Europa continua a non contare nulla, e siamo vittime e ostaggi dell’eterna legge del più forte. Con l’unica differenza rispetto al passato è che Trump e Putin non infiorettano questo predominio con narrazioni ideali (la libertà, la civiltà, il libero mercato, l’esportazione della democrazia, l’umanitarismo, la globalizzazione etc).
E Bruxelles si lamenta che i piani per la pace li facciano direttamente i due? Come si può pensare che possano avere un peso Stati a “sovranità limitata” (tutti noi che non battiamo moneta, non siamo i proprietari della nostra economia, delle nostre infrastrutture e fonti energetiche), e una Ue “contenitore a sovranità limitata”?
Ecco il punto, i ridicoli e grotteschi “volenterosi” ci chiamano a una guerra sovvenzionata con le tasse (le tasche dei cittadini), di Stati a sovranità limitata, per difendere una sovranità farlocca e corrotta come Kiev, nel nome di un’Europa che non c’è.
Finiamola di strombazzare il mantra “guerra giusta e duratura”. Sono definizioni religiose, morali. Guerra e pace sono condizioni storiche. E semmai bisognerebbe parlare di pace “realistica”, “possibile”, “sostenibile”.
E come in ogni conflitto c’è un perdente e un vincente, un esercito che soccombe e un altro che si impantana, i territori si cedono a seconda degli esiti militari.
L’Alsazia Lorena è andata dalla Germania alla Francia almeno un paio di volte. Non è uno scandalo. E’ chiaro che Zelensky non può permetterselo: o cade in battaglia da eroe, o viene impiccato dai suoi per alto tradimento, o scappa all’estero.
Ma applicare un concetto religioso e astratto (“giusto-sbagliato”, “bene-male”) è sbagliato e in malafede. E l’obiezione che la Russia ha invaso l’Ucraina, mantra della sinistra e non solo, è per chi non conosce la vera storia pregressa del paese.
E’ come se oggi l’Austria rivendicasse ogni lembo dell’ex-impero (la penisola balcanica) perché vittima di un’ingiustizia e di un complotto nazionalista (l’uccisione dell’erede al trono Francesco Ferdinando).
Basta, quindi, con “giusto”, “bene”, “duraturo”: gli Usa hanno vinto la seconda guerra mondiale perché erano nel giusto o perché erano più forti? Medesimo discorso per gli alleati.
Un invito a chi di dovere a modificare la narrazione religiosa che ripete ossessivamente (la guerra “giusta” e “duratura”). Chi ci governa, però va detto, da un altro versante, ha compreso rispetto ai volenterosi che dialogare, mediare con i più forti (Trump), è nel vero interesse italiano. Insista su tale direzione.



