Dal vertice Ue di Bruxelles, che si é protratto nella notte fra giovedì e venerdì scorsi, é uscita una soluzione di compromesso. L’Ue ha accantonato (per ora) il proposito di usare gli asset russi, per finanziare l’Ucraina in guerra e ha deciso di concedere a Kiev un prestito di 90 miliardi per le spese più urgenti. Una soluzione di compromesso, ma soprattutto di buon senso, anche se comunque gli asset russi restano “congelati”. La decisione di mettere le mani sugli investimenti, che la Russia ha effettuato in titoli di stato, azioni e obbligazioni europei, sarebbe molto imprudente. Intanto per due ragioni: 1) la Russia ha preparato analoghe misure di rappresaglia, apprestandosi a incamerare beni occidentali di valore equivalente a quello dei suoi asset, parcheggiati in Europa; 2) il mondo perderebbe la sua fiducia nei confronti dell’Europa, con conseguente fuga di capitali. Ma, nonostante la evidente pregnanza di queste due ragioni ostative all’utilizzo degli asset russi da parte dell’Ue, sembra che i leader europei abbiano accantonato il progetto per altri motivi. Cosa c’é dietro? Difficile dirlo, ma c’é una traccia. Il vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha dichiarato che l’Ue ha accantonato il progetto di “rubare” gli asset russi per paura degli Stati Uniti. Il presidente degli Usa Donald Trump ha sempre manifestato la sua feroce contrarietà nei riguardi della decisione europea di congelare gli asset russi e poi utilizzarli per sovvenzionare l’Ucraina. In effetti, una simile mossa europea potrebbe essere considerata da Mosca come una dichiarazione di guerra. Trump sta attuando, invece, da tempo misure di distensione nei confronti della Russia. Ciò anche per porre fine alla guerra in Ucraina.
Ma, c’é dell’altro. Gli Stati Uniti hanno accumulato per decenni ingenti ricchezze, in quanto il dollaro americano é stato a lungo la più pregiata valuta di riserva mondiale. Perciò, quasi tutte le nazioni del mondo hanno acquistato per decenni dollari e titoli del debito pubblico Usa, per rafforzare i propri asset. E così una valanga di denaro é entrata nelle casse statunitensi. Ma, se gli Usa appoggiassero l’Ue in merito al congelamento e all’utilizzo degli asset russi per finanziare l’Ucraina, molti paesi perderebbero la propria fiducia negli investimenti denominati in dollari americani. Ci sarebbe una fuga dal dollaro e gli Usa si troverebbero in mano una montagna di dollari e titoli denominati in dollari, divenuti ormai carta straccia.



