Sono cinque i decreti di grazia firmati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella giornata di ieri al Quirinale. Questo potere, che lo ricordiamo, è disciplinato dall’articolo 87 della Costituzione e permette di estinguere in tutto o in parte la pena inflitta o di trasformarla in un’altra specie di pena (ad esempio la reclusione temporanea al posto dell’ergastolo o la multa al posto della reclusione). Varie le motivazioni sotto la lente del Colle per i cinque detenuti graziati dal Presidente: dal cinque detenuti: dal naufragio a Lampedusa all’omicidio della moglie malata terminale a truffe e detenzione di stupefacenti. Il primo nome in lista del quintetto di condannati graziati dal Capo di Stato in prossimità delle feste è quello di *Zeneli Bardhyl* condannato a un anno e mezzo di reclusione per essere evaso dagli arresti domiciliari. Nel concedere la grazia per l’intera pena il Presidente della Repubblica ha tenuto conto dei pareri favorevoli espressi dal magistrato di sorveglianza e dal procuratore generale che hanno sottolineato come l’episodio per cui era stato condannato non integra la fattispecie di evasione e quindi non costituisce reato. Secondo nome in lista è quello di *Franco Cioni* classe 1948, condannato a più di sei anni di reclusione per l’omicidio volontario della moglie, affetta da una malattia in stato terminale, nell’aprile del 2021. La grazia ha estinto l’intera pena detentiva ancora da espiare, cinque anni e sei mesi di reclusione. Il Capo dello Stato ha tenuto conto dei pareri favorevoli, formulati dal procuratore generale e dal magistrato di sorveglianza, delle condizioni di salute del condannato, dell’intervenuto perdono da parte della sorella della vittima e della particolare condizione in cui è maturato l’episodio. Graziato anche *Alessandro Ciappei,* classe 1974, condannato per una truffa commessa nel 2014 a 10 mesi di reclusione. La grazia estingue la pena residua da espiare nove mesi e tre giorni di reclusione) Il presidente della Repubblica ha tenuto conto della modesta gravità del fatto e della situazione personale del condannato, che risiede e lavora all’estero dove ha ricostituito il suo percorso di vita. La grazia a favore poi di *Gabriele Spezzuti* nato nel 1968, andato incontro alla pena detentiva, espiata nel 2014, per reati collegati alle sostanze stupefacenti e a una multa di 90mila euro. Il detenuto è stato graziato con uno sconto pena di altri 80 mila euro di multa detentiva che rimanevano tenendo conto anche delle disagiate condizioni di vita del condannato. Ultima ma non di minore importanza la grazia data a *Abdelkarim Alla F. Hamad* classe 1995, condannato a trenta anni di reclusione per delitti di concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione. La storia del detenuto era abbastanza nota alle cronache: era uno degli scafisti coinvolti nella morte per asfissia di 49 persone arrivate in un’imbarcazione che si ribaltò la notte di Ferragosto 2015 a largo di Lampedusa. Mattarella ha concesso all’uomo una grazia parziale alla luce del proficuo percorso di recupero avviato in carcere, della giovane età, nonché del contesto particolarmente complesso e drammatico in cui si è verificato il reato. Alla grazia si erano appellati anche i giudici della Corte d’appello di Messina, che avevano sottolineato la necessità di ridurre lo scarto esistente tra il diritto e la pena legalmente applicata e la dimensione morale della effettiva colpevolezza.
Quirinale: ecco chi sono i cinque detenuti a cui Mattarella ha concesso la grazia
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