Amazon ferma i droni in Italia: cosa è successo e perché il progetto Prime Air è stato sospeso

lunedì, 29 Dicembre 2025
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Il progetto era pronto a decollare nel 2026. I test erano partiti, le autorizzazioni avanzavano, l’Italia si preparava a ospitare uno dei primi servizi di consegna con droni in Europa. E invece Amazon ha frenato bruscamente: il lancio di Prime Air nel nostro Paese è stato sospeso prima ancora dell’avvio commerciale.
La comunicazione ufficiale è arrivata all’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, che ha reso noto di aver ricevuto da Amazon la decisione di sospendere il programma di consegna con droni avviato a San Salvo, in Abruzzo, e di rinunciare alla certificazione come operatore LUC (Light UAS Operator Certificate), lo status che consente a un’azienda di gestire in autonomia parte delle autorizzazioni operative per l’uso dei droni.
Una scelta definita “inattesa” dalla stessa Enac, che nel suo comunicato parla di “motivi di policy aziendale” e di “recenti vicende finanziarie che hanno coinvolto il gruppo”.

Un progetto che sembrava avviato

Lo stop arriva a poche settimane da un momento simbolicamente rilevante. Il 4 dicembre scorso Amazon aveva effettuato con successo il primo volo ufficiale di droni per le consegne in Italia, proprio nell’area di San Salvo, sulla base di un’autorizzazione operativa rilasciata da Enac. La società aveva parlato di un test riuscito e aveva ribadito l’intenzione di proseguire la collaborazione con le autorità italiane per arrivare al lancio del servizio nel corso del 2026.
Quel volo sembrava segnare l’ingresso dell’Italia nella sperimentazione avanzata della logistica aerea automatizzata. Oggi, a distanza di poche settimane, il progetto è congelato.

La posizione di Amazon

Amazon ha confermato lo stop, spiegandolo con una revisione strategica. In una nota, il colosso dell’e-commerce afferma che “il più ampio contesto operativo in cui operiamo in Italia non offre, al momento, le condizioni necessarie per perseguire i nostri obiettivi di lungo periodo per il servizio di consegna con droni”.
La società sottolinea però che i programmi di drone delivery proseguono regolarmente negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove sono già in corso voli di test e consegne commerciali accolte positivamente dai clienti. Sul fronte italiano, Amazon ribadisce il proprio impegno industriale: oltre 25 miliardi di euro investiti negli ultimi 15 anni, più di 19 mila dipendenti diretti e oltre 60 siti operativi nel Paese.
I tempi e le condizioni per un eventuale rilancio di Prime Air in Italia restano, al momento, indefiniti.

Il nodo dei rapporti con l’Italia

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, la decisione si inserisce in una fase delicata dei rapporti tra Amazon e le istituzioni italiane. Il riferimento è al recente accordo fiscale che ha chiuso il contenzioso con la Procura di Milano, conclusosi con un versamento da 723 milioni di euro da parte del gruppo.
Non esistono elementi ufficiali che colleghino in modo diretto e formale lo stop al progetto Prime Air a quell’episodio. Tuttavia, il richiamo alle “vicende finanziarie” contenuto nella nota Enac ha alimentato il sospetto di un nesso politico-istituzionale. Il quotidiano parla anche di confronti ancora in corso con esponenti del governo, con l’obiettivo di ricostruire un clima di collaborazione e individuare un nuovo equilibrio.

Il paradosso dello U-Space

La sospensione del programma Amazon non blocca però il percorso regolatorio italiano. Dal 1° gennaio 2026 sarà operativo a San Salvo lo U-Space, il primo in Europa, un sistema avanzato per l’integrazione tra traffico aereo tradizionale e droni, pensato per operazioni sperimentali, logistiche ed emergenziali Il paradosso è evidente: l’Italia si prepara a inaugurare un’infrastruttura europea d’avanguardia per i droni, mentre uno dei principali potenziali utilizzatori industriali sceglie di fermarsi — o di spostarsi in un altro Stato membro dell’Unione.

Una battuta d’arresto, non necessariamente un addio

Per ora, Prime Air resta sospeso. Amazon parla di contesto non favorevole, Enac di decisione inattesa, le istituzioni cercano un nuovo punto di equilibrio. Il progetto non è formalmente cancellato, ma congelato in un limbo strategico. Dopo il primo volo del 4 dicembre, i droni di Amazon sono tornati a terra. Resta da capire se si tratti solo di una pausa tattica o del segnale che, almeno per ora, l’Italia non è il luogo giusto dove farli ripartire.

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