Sparatoria a Minneapolis, infuriano le proteste. Abuso di potere? Sale la tensione

giovedì, 8 Gennaio 2026
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Infuriano le proteste sia Minneapolis ma anche nella Grande Mela per un gesto, l’ennesimo di violenza perpetrata verso civili dalla polizia federale americana. Stavolta la vittima è una donna madre di tre figli che secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto era a Minneapolis, quando un agente dell’ICE le ha sparato a bruciapelo attraverso il finestrino dell’auto. A quanto pare la donna secondo gli inquirenti stava bloccando con la sua auto le operazioni anti immigrazione degli agenti Usa. Nella stessa Minneapolis, a pochi isolati dal luogo dove cinque anni fa l’uccisione di George Floyd accese la miccia del movimento Black Lives Matter, la città torna al centro di una tempesta nazionale. La vittima è una cittadina americana di 37 anni uccisa durante un’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE).  Secondo il Dipartimento della Sicurezza Interna, un agente avrebbe aperto il fuoco contro la donna, che era a bordo della sua auto, perché avrebbe usato il veicolo come un’arma per investire gli agenti. Verità o falsa ricostruzione si indaga sull’accaduto e infuriano le polemiche da parte dei dem che governano la città. Il primo a schierarsi contro è il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey che ha smentito duramente la ricostruzione fatta dagli agenti dell’Ice in una conferenza stampa, parlando di: “ Uso sconsiderato del potere dei federali che ha portato alla morte di una persona”. Un’accusa frontale, rivolta non solo all’ICE, ma anche all’amministrazione di Donald Trump, che in queste settimane ha intensificato le operazioni federali sull’immigrazione. La donna uccisa dall’Ice a Minneapolis stava pedinando gli agenti impegnati nelle operazioni di controllo dell’immigrazione questa la versione dei fatti della ministra della sicurezza interna Kristi Noem. Secondo l’amministrazione Trump  l’agente che ha sparato ha messo in pratica il proprio addestramento per salvare la propria vita e quella dei suoi colleghi. La ministra ha aggiunto che quello stesso agente era già stato coinvolto in un episodio separato, a giugno, durante il quale era stato speronato e trascinato. Forte la richiesta da parte del ministero della sicurezza interna a stelle e strisce di processare come terrorismo domestico l’uso di veicoli per bloccare operazioni di controllo dell’immigrazione. La ministra ha difeso l’uso delle armi da fuoco da parte dell’agente dell’Ice e sostenuto che la polizia può sparare su qualcuno che minaccia agenti con veicoli mortali, auto comprese. Parole dure che hanno fatto il giro di tutta l’America che stavolta ha visto una donna rimetterci la vita. Come un tam tam da Minneapolis sono partite marce e manifestazioni che in queste ore hanno riempito come un valanga irrefrenabile anche le strade di New York dove a marciare per i diritti oltre alle associazioni pacifiste anche molti civili che hanno gridato a gran voce parole di giustizia contro la rigidità e le misure anti immigrazione messe in campo dall’amministrazione Trump.

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