Ursula von der Leyen concede un’intervista al Corriere della Sera nella quale analizza tutti i dossier aperti, mentre sta per giungere quello sulla drammatica situazione in Iran. Intanto un monito: «La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia. Nulla su di loro senza di loro».
Per questa ragione, spiega, la commissione europea ha investito portando i finanziamenti 2028-2034 fino a quasi 530 milioni che dimostra la volontà di Bruxelles di impegnarsi per il partenariato e l’importanza della sicurezza artica di importanza cruciale sia per l’Unione europea sia per la Nato. L’isola dell’Artico non fa parte dell’Unione a differenza del Regno di Danimarca, Nuuk ne è uscita nel 1985. Ma Bruxelles ha un ottimo rapporto con la Groenlandia.
Nel marzo 2024, prima del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, von der Leyen ha visitato l’isola e inaugurato l’apertura di un ufficio Ue. In quella occasione annunciò già accordi per quasi 100 milioni di euro. Tuttavia, Washington sarebbe disposta a spendere fino a 6 miliardi di dollari per convincere i groenlandesi. L’azione della Casa Bianca si sta facendo incessante.
Tra le priorità c’è sempre l’Ucraina. «In questa fase – commenta – i principi di base sono chiari: la prima linea di difesa è e sarà costituita dalle forze armate ucraine e sarà compito dell’Ue fare in modo che siano ben equipaggiate. La seconda linea sarà quella formata dalla Coalizione dei Volenterosi, composta da 35 Paesi, la maggior parte dei quali appartenenti all’Ue, oltre a Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Turchia. È molto positivo che gli americani siano coinvolti, in particolare nella verifica e nel monitoraggio, ma anche con una funzione di garanzia finale. La Russia deve dimostrare di essere interessata alla pace”. Per quanto riguarda la ricostruzione una volta raggiunto il cessate il fuoco, l’Unione Europea sta lavorando a un “prosperity paper” (documento sulla prosperità).
Ma nel nuovo scenario globale, l’Ue deve accelerare nel costruire la propria difesa. «Il 2025 è stato un anno storico poiché in un solo anno sono stati stanziati più fondi per la difesa rispetto ai dieci anni precedenti. E ci siamo mossi con rapidità. Fondamentale lo strumento Safe da 150 miliardi per gli appalti congiunti».
In tema di commercio, per la presidente, il via libera all’accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur è il segnale che, in questi tempi, è possibile fare affidamento gli uni sugli altri e avere un partenariato su un piano di parità, che rappresenta una vera situazione vantaggiosa per entrambe le sponde dell’oceano. Per qeusto la presidente, sabato 17 gennaio sarà in Paraguay per firmare l’accordo Ue-Mercosur. La firma arriva dopo l’approvazione dell’accordo da parte del Consiglio Ue, avvenuta venerdì scorso. Dopo la firma, l’accordo commerciale ad interim dovrà essere ratificato del Parlamento Ue e successivamente dal Coreper e dal Consiglio per l’autorizzazione alla conclusione. L’accordo temporaneo potrà quindi entrare in vigore, previa ratifica da parte di almeno un paese del Mercosur. L’accordo di partnership vero e proprio prevede anche la ratifica dei Parlamenti nazionali.
Il prossimo accordo a cui sta lavorando la Commissione è con l’India, dove la von der Leyen è attesa a fine gennaio: «È mia ambizione, così come di Narendra Modi, avere l’accordo pronto per la firma». La presidente della commissione ha poi affrontato anche il capitolo digitale: «Non esternalizzeremo la protezione dei minori e il consenso alla Silicon Valley – promette – se non agiranno loro, lo faremo noi».



