Il rilascio nella notte a Caracas di Alberto Trentini e Mario Burlò apre una nuova fase nei rapporti tra Italia e Venezuela. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani nel corso di un punto stampa alla Farnesina, nel quale ha ricostruito il lavoro diplomatico che ha portato alla liberazione dei due connazionali.
Venezuela, le parole di Tajani dopo liberazione Trentini e Burlò
“Alberto Trentini sta bene, è stato visitato dai medici e adesso sta rientrando in Italia con un volo che abbiamo organizzato noi”, ha esordito Tajani, precisando che “il rientro avverrà nelle prossime ore e potrà finalmente riabbracciare la sua famiglia”. Il ministro ha poi sottolineato che “è stata una operazione complessa, portata avanti con grande discrezione e con la collaborazione di più partner internazionali”.
“Ringrazio anche il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, che fin dall’inizio si era dimostrato molto sensibile alla questione dei prigionieri italiani e aveva garantito il suo sostegno anche in occasione dell’ultima riunione del G7 che abbiamo avuto qualche giorno fa”, ha spiegato Tajani.
Dopo la liberazione di alcuni italiani dalle carceri venezuelane, per il titolare della Farnesina è ora necessario “lavorare per un cambio di passo nei rapporti con il Venezuela. Per questo, in accordo con la premier Giorgia Meloni, abbiamo intenzione di alzare il livello di rappresentanza, finora con l’incaricato d’affari, al rango di ambasciatore”, ha annunciato. “Il Venezuela per noi è un Paese molto importante, c’è anche una presenza importante dell’Eni, che era anche al vertice della Casa Bianca, e contiamo di continuare a essere protagonisti in quell’area”.
Sul piano internazionale, Tajani ha risposto anche a una domanda sulle modalità della cattura di Nicolás Maduro. “Abbiamo sempre detto che la soluzione militare non è quella utile per risolvere le crisi, però certamente da quello che sta emergendo, soprattutto per quanto riguarda il narcotraffico, c’era qualche minaccia vera per gli Stati Uniti”. Alla domanda se l’azione americana sia legittima rispetto al diritto internazionale, il ministro ha replicato: “Mi pare che abbia parlato il presidente del Consiglio”.
Il vicepremier ha poi condannato i gesti simbolici contro Washington registrati durante alcune manifestazioni pro Maduro. “Bruciare le bandiere di uno Stato non ha alcun senso. Non bisogna mai confondere un governo con un popolo e la sua storia. Noi dobbiamo sempre ricordare che gli Stati Uniti d’America sono quelli che hanno permesso all’Italia e all’Europa di essere liberi da orrende dittature del secolo passato di nazismo e comunismo”.
Infine, Tajani ha fatto il punto sui detenuti ancora in carcere in Venezuela. “Abbiamo adesso ancora 42 italo-venezuelani detenuti, perché quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori. I detenuti politici sono 24, gli altri non sono politici e adesso lavoriamo per fare in modo che possano essere liberati nel maggior numero possibile”.


