Si difende Vannacci accusato di essere traditore si sente invece tradito da un partito quello della Lega dove ha militato con dedizione e spirito di squadra e risponde agli attacchi con veemenza e dettagliando fatti ed episodi. Lo fa davanti i media nella sua Modena e sottolinea al par terre di giornalisti: ”Io non rimango in un partito che tradisce la mia identità”. “Non ho preso nessun taxi a me interessa arrivare alla meta. Sono sceso e procedo a piedi con lo zaino, bussola e cartina». Il vice segretario Roberto Vannacci rigetta le accuse che arrivano dalla Lega e da Matteo Salvini e sentendosi tradito scarica tutte le colpe sull’altra parte. “Sono rimasto fedele ai miei valori e ai miei ideali. Non è possibile, un giorno essere identitari e l’altro liberali e progressisti come se niente fosse”. Non è possibile inoltre secondo lui lanciare una campagna contro le armi e poi votare un decreto per gli aiuti militari all’Ucraina, come non si può promettere di cancellare la legge Fornero e poi stare in un governo che non ha abolito quella normativa ma anzi l’ha rafforzata. Queste le principali note di difesa che Jannacci ha usato contro le accuse di tradimento mosse da Matteo Salvini. “Mi hanno fatto vicesegretario ma non mi hanno dato l’autorità per esercitare il ruolo” sottolinea Vannacci aggiungendo che ogni giorno subiva attacchi e fondare un partito nuovo era l’unica possibilità. Il partito di Vannacci, Futuro Nazionale, come accennato sarà naturale interlocutore del centrodestra, anche se la Lega ha già stoppato questa ipotesi. I valori e i principi sono gli stessi secondo il vice segretario come il dialogo che sarà naturale. A chi lo paragona a Gianfranco Fini (tra le righe si rivolge al premier Salvini) durante la puntata di «Realpolitik» su Retequattro rilancia: “Piuttosto che come Fini io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Pdl per le divergenze di vedute. Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Lealtà non vuol dire obbedienza cieca, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non vuol dire rinunciare a pensare e dovere vuol dire assumersi delle responsabilità. Io non abbandono il posto di combattimento”.



