Immigrazione, nuova stretta del Governo Meloni. Le Ong gridano: “Disumanità”

giovedì, 12 Febbraio 2026
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Arriva una nuova sferzata del governo in ambito di immigrazione. Via libera del Consiglio dei Ministri che ha approvato nuove misure in ambito di immigrazione. Una stretta nello specifico rivolta a misure che riguardano il flusso migratorio da e per il nostro paese. In primis e tra i provvedimenti di rilievo di questa nuova manovra il cosiddetto blocco navale ossia: l’interdizione temporanea dell’attraversamento del limite delle acque territoriali per 30 giorni prorogabili non oltre sei mesi e nei casi di rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini oltre ad emergenze sanitarie di rilevanza internazionale. Questo quanto siglato in tarda serata ieri a Palazzo Chigi dal governo Meloni. Altra misura importante contenuta nel pacchetto che regolamenta l’immigrazione nel nostro Paese anche la stretta sui requisiti per la protezione complementare ovvero il permesso di soggiorno ed espulsioni mirate anche per chi partecipa a rivolte nei Cpr. Vediamo nello specifico quanto dettano le norme introdotte nel disegno di legge sull’immigrazione che ha incassato il via libera del Consiglio dei ministri. Innanzitutto i migranti a bordo delle imbarcazioni possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l’assistenza, l’accoglienza o il trattenimento in strutture dedicate, dove operano organizzazioni internazionali specializzate nei settori della migrazione e dell’asilo, anche ai fini del rimpatrio nel Paese di appartenenza. Nel caso di violazione dell’interdizione si applica una sanzione da 10.000 a 50.000 euro. Diventano più stringenti anche le condizioni per ottenere la protezione complementare (ovvero il permesso di soggiorno rilasciato a stranieri che non ottengono l’asilo politico).In questo caso serviranno quattro criteri cumulativi: avere un periodo di soggiorno regolare di almeno cinque anni, una conoscenza certificata della lingua italiana, la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari ed una disponibilità finanziaria analoga a quella richiesta per i ricongiungimenti familiari. Si ampliano infine i casi in cui il giudice, con sentenza di condanna per gravi reati, può disporre l’espulsione dello straniero o l’allontanamento del cittadino appartenente ad uno Stato membro Ue. Soddisfatto il Ministro dell’Interno Piantedosi che con un lungo post sui social commenta le nuove misure: “È prevista anche la possibilità di vietare l’ingresso nelle nostre acque territoriali per motivi di sicurezza nazionale. I confini dell’Italia sono i confini dell’Europa. Difenderli è un dovere”. Sgomento e forte preoccupazione giungono intanto dalle Ong del nostro Paese e dalle organizzazioni umanitarie: “È vigliacco respingere le persone nei paesi che le perseguitano. Non è sicurezza, è disumanità. Moltiplicheremo gli sforzi per salvare chi rischia la vita in mare”, queste le parole di profonda amarezza che giungono dai vertici di Sea-Watch Italy, nave dell’ omonima ong tedesca.

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