I funerali del grande fisico Antonino Zichichi si sono svolti nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica a Roma. Le esequie solenni, come predisposto dal Consiglio dei Ministri, hanno visto la partecipazione delle alte cariche dello Stato, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha voluto rendere omaggio al suo correggionale Zichichi, e i ministri dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e della Cultura Alessandro Giuli.
Funerali Zichichi a Roma, le immagini della cerimonia con Mattarella
La celebrazione si è svolta alla presenza di familiari, esponenti del mondo accademico e scientifico e numerosi cittadini. Nell’omelia, il vescovo Marcello Sanchez Sorondo ha tracciato un ricordo che ha intrecciato la dimensione scientifica e quella spirituale dello studioso.
“Apprezzavo particolarmente in lui la sua doppia natura di scienziato e di credente”, ha detto, ricordando come Zichichi si inserisse “nella grande tradizione italiana di fisici di fama internazionale” e come sostenesse che “la scienza e la fede non sono in antitesi, ma sono in armonia tra loro, in quanto entrambi sono doni di Dio”.
Particolarmente toccante il momento finale della cerimonia, quando hanno preso la parola i figli Lorenzo, Fabrizio e Cosimo, che hanno condiviso ricordi personali della vita familiare. Lorenzo ha rievocato il legame del padre con la basilica e alcuni episodi della quotidianità domestica: “Costruì un teatrino. Lui suonava e i ragazzi recitavano e creavano un rapporto con il nonno”, spiegando come sapesse trasmettere “l’amore per la vita” e la volontà di insegnare ai più giovani “le cose belle attraverso il suo insegnamento diretto”.
Fabrizio ha ricordato le estati trascorse a San Vito Lo Capo e le passioni del padre, definendolo “un leader” e raccontando il suo amore per la musica: “Andava in giro con la fisarmonica. Lui suonava da autodidatta”, citando anche la canzone “Parlami d’amore Mariù”, dedicata alla moglie, e aggiungendo: “Mio padre ha avuto un cuore molto grande”.
Cosimo ha invece sottolineato il tratto umano dello scienziato, definendolo “una mente capace di ragionamenti estremamente complessi”, ma al tempo stesso “estremamente spontanea e semplice”. Dopo i figli sono intervenuti anche alcuni nipoti e il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Antonio Zoccoli, che ha ricordato il contributo scientifico lasciato dal fisico.
Al termine delle esequie il feretro è stato accompagnato all’esterno della basilica dalle autorità presenti. Il Presidente della Repubblica Mattarella si è fermato a salutare il feretro accanto al carro funebre e ha poi lasciato la piazza, mentre il corteo funebre è successivamente partito da piazza della Repubblica.
Il ricordo di Bernini e Giuli
A margine della cerimonia, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha annunciato che allo scienziato sarà dedicato il progetto Einstein Telescope, una delle principali infrastrutture scientifiche su cui l’Italia è impegnata: “Dedicheremo il progetto Einstein Telescope ad Antonino Zichichi: non sarà il passato o la nostra storia, ma il futuro, la vita, l’energia e la passione che ha sempre messo nella ricerca”.
“Antonino Zichichi non è un uomo del suo tempo, è un uomo del futuro”, ha aggiunto la ministra, ricordandone anche il ruolo di ponte tra mondi diversi e la capacità di dialogo internazionale, fino a definirlo un esempio di quella che oggi viene chiamata diplomazia scientifica.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha parlato di “una persona straordinaria, uno scienziato, un uomo di conoscenza, di fede e soprattutto di pace che ci ha lasciato non soltanto studi straordinari ma un modello da seguire, quello del dialogo e del confronto, al di là di ogni ideologia e appartenenza”.
Giuli ha quindi sottolineato la partecipazione che ha accompagnato le esequie, definendola “il segno di un amore per un grandissimo italiano e di un modello da seguire da parte di tutta la comunità scientifica, istituzionale e civica”.



