Fratelli d’Italia, la direzione accelera sul referendum: le interviste ad Arianna Meloni e La Russa sul ruolo della premier | Video

sabato, 14 Febbraio 2026
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Alla Direzione nazionale di Fratelli d’Italia, riunita a Roma allo Spazio Eventi di via Palermo, il tema all’ordine del giorno era il referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo. Al termine del confronto, la direzione ha approvato all’unanimità un indirizzo politico che impegna il partito a non politicizzare la consultazione, mantenendo il confronto sul merito dei contenuti e delle proposte.

Referendum, Arianna Meloni e La Russa: il ruolo della premier nella campagna

Tra i primi a parlare con i cronisti tra cui Lo Speciale lasciando la riunione sono stati Arianna Meloni e il presidente del Senato Ignazio La Russa, entrambi interpellati sul coinvolgimento diretto della presidente del Consiglio nella campagna referendaria. Arianna Meloni, capo della segreteria politica del partito, ha dichiarato: “Mi pare che Giorgia abbia parlato ampiamente su questo tema”, sottolineando come la posizione della premier sulla riforma della giustizia sia già stata espressa pubblicamente in più occasioni e smentendo una sua mancata “discesa in campo”.

Ignazio La Russa ha risposto invece: “Meloni? Il governo è già in campo”, preferendo non esprimersi su un diverso impegno pubblico della presidente del Consiglio in questo rush finale in vista del voto. Lasciando la direzione, il presidente del Senato ha poi scherzato con i cronisti aggiungendo che l’unico campo che seguirà oggi è quello sportivo: “C’è Inter-Juventus”.

Lollobrigida, Urso, Donzelli e Bignami: spiegare la riforma e restare nel merito

Molte delle dichiarazioni rese a margine dei lavori raccolte da Lo Speciale hanno riguardato i contenuti della riforma e una risposta alle parole del procuratore Gratteri. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha affermato: “Penso che bisognerebbe solo ascoltare Barbera. Sul referendum credo che le persone possano decidere liberamente e spero che il confronto si svolga davvero nel merito: l’Italia ha bisogno di una riforma della giustizia. Il giudizio spetta ai cittadini, che dovrebbero poter approfondire i contenuti. Noi siamo molto ottimisti sul fatto che, entrando nel merito della riforma, possano prevalere le ragioni di chi ritiene necessario riportare gli equilibri costituzionali alla loro impostazione originaria”.

Sulla necessità di collegare la riforma anche al sistema economico è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha dichiarato: “Credo che la maggioranza silenziosa comprenderà quanto sia importante votare sì al referendum. Lo dico anche come referente delle imprese italiane: un sì per rendere la giustizia più veloce, più autonoma, più efficace, perché questo è uno dei problemi anche per chi vuole investire nel nostro Paese. Alcuni esempi eclatanti li abbiamo visti anche di recente, come un sequestro probatorio durato nove mesi, e credo sia importante far capire quanto sia necessario che, nell’applicare la giustizia, si tenga conto anche delle esigenze del Paese”.

Giovanni Donzelli ha spiegato la linea emersa dalla riunione affermando: “Abbiamo approvato un ordine del giorno sul referendum della giustizia, nel quale il partito ribadisce che non politicizzeremo il confronto, anche per consentire a tutti coloro, e sono tanti anche a sinistra, di sostenere serenamente le ragioni del sì. Non sarà una sfida destra contro sinistra, perché sono davvero molti quelli che, anche in quell’area, vogliono votare sì. Anche noi saremo impegnati come partito, con tutti i dirigenti, per spiegare nel merito i contenuti della riforma e organizzeremo eventi in tutte le regioni e in tutte le province per illustrare le ragioni della riforma. Giorgia Meloni la faccia ce la mette su tutto, ha parlato della riforma della giustizia anche alla conferenza di inizio anno e non si è mai nascosta; poi vedremo come e quando interverrà, ma non si è mai tirata indietro. Noi vogliamo vincere, ma Giorgia Meloni non ha mai legato il futuro del governo al referendum: il giudizio lo daranno gli italiani nel 2027”.

Donzelli ha inoltre affrontato il tema delle prossime elezioni politiche e della legge elettorale: “Ha ragione chi da sinistra dice che la partita è aperta. È apertissima per le prossime elezioni politiche. Non ne abbiamo discusso oggi, ne abbiamo parlato in passato. La linea nostra è chiara e netta. La Prima Repubblica è un mondo a parte ma ricordo che in Italia non è mai successo, nella Seconda Repubblica, che chi uscisse dal governo vincesse le elezioni. Quindi è chiaro che la partita è aperta e vogliamo che chiunque vinca le elezioni possa governare con la stessa stabilità che abbiamo noi adesso, perché è un valore per l’Italia. Non vedo le due cose collegate”, ha concluso rispondendo a chi chiedeva se il tema della legge elettorale potesse essere affrontato a seguito dei risultati referendari.

Infine, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha dichiarato: “Noi non abbiamo evidenze di una rimonta del no: è normale che ci possano essere degli assestamenti, ma segnali di una rimonta non ne abbiamo e siamo consapevoli che è importante che gli italiani vadano a votare. In politica i tempi sono importanti: abbiamo un’azione di governo e un lavoro parlamentare da portare avanti, mancano ancora diverse settimane e in questa fase è utile informare e attivarsi, ma senza farsi prendere dall’ansia. La riforma della Costituzione è qualcosa che dobbiamo consegnare alle generazioni future, rimanendo sui contenuti e non trasformandola in un referendum su una persona o su un governo o su una fase politica. È importante concentrarsi sul merito, a partire dalle carriere separate: da avvocato lo dico, confido che ci sia un giudice che sia arbitro vero, non un arbitro che fischia rigore per una squadra e il giorno dopo scende in campo con la casacca. Il voto per il governo o contro il governo si terrà nel 2026, quando gli italiani potranno esprimersi su come ha operato l’esecutivo, ed è quello che attendiamo perché siamo desiderosi di confrontarci con gli italiani per valutare la qualità della nostra azione”.

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