Piantedosi: “Su Rogoredo faremo chiarezza. Sea Watch? Impugneremo sentenza” | Video

venerdì, 20 Febbraio 2026
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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto a margine dell’inaugurazione del nuovo ufficio della Polmetro a Roma Termini, rispondendo alle domande dei cronisti, tra cui i giornalisti de Lo Speciale. Il titolare del Viminale ha commentato gli aggiornamenti sulle indagini per la vicenda di Rogoredo, ma anche la recente sentenza sul caso Sea-Watch che prevede un risarcimento di 76 mila euro a carico del ministero per il sequestro della nave.

Rogoredo, Piantedosi: “Faremo chiarezza e non faremo sconti a nessuno”

“Non sono preoccupato, ma sono compiaciuto che la Polizia di Stato sia in grado di fare chiarezza e di non fare sconti a nessuno”, lo ha detto Piantedosi a proposito degli ultimi sviluppi delle indagini per la vicenda di Abderrahim Mansouri a Rogoredo. Secondo le prime ricostruzioni, la pistola a salve che l’agente Carmelo Cinturrino ha detto essergli stata “puntata addosso” sarebbe stata portata successivamente sulla scena.

Dopo gli interrogatori dei quattro agenti indagati, compreso Cinturrino che ha sparato a Mansouri, si rafforza l’ipotesi di omicidio volontario. Tre dei colleghi, assistiti dai legali Massimo Pellicciotta e Antonio Buondonno, hanno chiarito i “buchi” dei primi racconti forniti poche ore dopo l’evento, mentre un testimone ha dichiarato che “Cinturrino chiedeva il pizzo a un pusher”.

“Questa è la migliore risposta a chiunque metta in dubbio la capacità di poter fare chiarezza anche al proprio interno. Poi quello che emergerà noi accetteremo con assoluta serenità”, ha sottolineato Piantedosi lodando il lavoro della polizia.

 

Sea Watch, Piantedosi: “Le sentenze si impugnano”

Il ministro ha poi commentato la sentenza del Tribunale di Palermo, che ha condannato il Viminale a risarcire di 76 mila euro la Sea Watch: “Noi fino adesso, e continueremo a farlo, abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole, quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio e quindi quando è stato possibile l’abbiamo impugnato, quindi anche in questo caso faremo così”.

Riguardo al cosiddetto “blocco navale”, Piantedosi ha precisato: “Quello che voi chiamate blocco navale è un’ipotesi normativa che adesso farà il suo giro nelle aule parlamentari e quindi è una cosa completamente diversa. Io segnalo solo che con le politiche di questo governo c’è una progressiva riduzione degli arrivi irregolari. Guardate i numeri che riguardano anche quest’anno il calo degli sbarchi, quindi vuol dire che il complesso delle iniziative che stiamo mettendo in campo sta dando ragione alle politiche del governo”.

Il messaggio per il referendum

“Normale che si inaspriscano i toni in una campagna referendaria, l’invito e’ di andare a votare”, questo il messaggio lanciato da Piantedosi invece in vista del referendum sulla riforma della giustizia.

“Io credo che un’occasione come quella referendaria sia sempre una grande opportunita’ per un esercizio di democrazia, dove ci si confronta nella discussione”, ha detto Piantedosi, “a volte i toni tendono a inasprirsi, come e’ normale che sia in democrazia, da una parte e dall’altra. La cosa bella e’ che tra un mese i cittadini avranno l’opportunita’ di confrontarsi su un progetto molto importante”.

“L’unico invito che mi sento di fare e’ quello di andare a votare e di farlo secondo quelli che sono i propri convincimenti”, ha concluso il ministro.

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