Uno scudo legale per le forze dell’ordine, il rimborso effettivo delle spese legali per gli operatori coinvolti in procedimenti per fatti di servizio, modifiche alle norme sulla legittima difesa e nuovi strumenti per il ripristino della sicurezza nelle aree a più alta presenza criminale. Sono alcuni dei punti centrali del pacchetto sicurezza “Tolleranza Zero” presentato oggi a Roma da Roberto Vannacci.
“Con il pacchetto sicurezza di Futuro Nazionale arrivano finalmente tutele reali per le forze dell’ordine. Uno Stato serio non può chiedere a chi indossa una divisa di intervenire in condizioni di rischio, spesso prendendo decisioni in frazioni di secondo, e poi giudicarlo come se stesse compilando un modulo in ufficio”.
Il cuore della proposta riguarda l’introduzione di uno scudo penale sostanziale per gli operatori di polizia, con l’obiettivo di evitare che chi agisce nell’esercizio delle funzioni di ordine e sicurezza pubblica venga automaticamente trascinato in lunghi procedimenti giudiziari. La proposta prevede che, quando risulti manifestamente evidente la presenza di una causa di giustificazione – come la legittima difesa o l’adempimento del dovere – il pubblico ministero debba procedere immediatamente alla richiesta di archiviazione della notizia di reato, o comunque entro 72 ore.
Il pacchetto interviene anche sulla tutela economica e professionale degli operatori. Futuro Nazionale propone infatti di neutralizzare gli effetti negativi dello status di indagato per fatti commessi in servizio, impedendo che la semplice iscrizione nel registro degli indagati produca conseguenze disciplinari, stipendiali o di carriera. Allo stesso tempo viene rafforzata la disciplina sul rimborso delle spese legali, prevedendo che lo Stato rimborsi integralmente le spese sostenute dai dipendenti pubblici assolti per fatti legati al servizio, con importi comunque non inferiori ai parametri medi stabiliti per la professione forense.
Un altro capitolo centrale riguarda l’uso legittimo delle armi da parte delle forze dell’ordine. La proposta modifica l’articolo 53 del codice penale per chiarire il perimetro della non punibilità quando un pubblico ufficiale utilizza la forza per respingere violenza o resistenza all’autorità, restituendo maggiore certezza operativa agli agenti.
Il pacchetto sicurezza interviene anche sulla legittima difesa, sia per i pubblici ufficiali sia per i cittadini. Le modifiche proposte rafforzano il diritto di autotutela in caso di aggressione e introducono una presunzione di proporzionalità tra offesa e difesa. Inoltre si prevede l’esclusione del risarcimento per chi subisce danni nel corso della propria aggressione, per evitare che la vittima debba risarcire l’aggressore.
Tra le misure previste figura anche la possibilità di impiegare le Forze Armate per il ripristino della legalità in aree ad alta complessità criminale, con operazioni temporanee coordinate dalle autorità civili e dal Ministero dell’Interno, oltre a nuove disposizioni in materia di manifestazioni pubbliche e recidiva con l’obiettivo di rafforzare la certezza della pena.
A Rogoredo l’esercito potrebbe avere un ruolo concreto, mentre altrove rischia di trasformarsi soltanto in una presenza simbolica. Roberto Vannacci, arrivando a Roma e parlando con i giornalisti, ha spiegato che in alcune aree degradate l’impiego dei militari potrebbe essere mirato e operativo. “A Rogoredo, magari i militari, le squadre di paracadutisti, possono intervenire per rastrellare l’area, bonificandola: questo è l’impiego corretto dell’esercito. Ma i blindati che ho visto alla stazione Termini ora che sono arrivato a Roma non servono a nulla, solo a far ridere i turisti che fanno le fotografie”.
Il fondatore di Futuro Nazionale ha poi affrontato il tema della rimozione dei regimi autoritari, sostenendo che i cambi di potere imposti dall’esterno negli ultimi decenni non abbiano portato stabilità. “A noi italiani la rimozione dei dittatori non ha mai portato bene”, ha affermato incontrando i cronisti a Roma. Vannacci ha citato diversi esempi recenti: la caduta di Saddam Hussein e di Gheddafi che, a suo giudizio, “ha destabilizzato un’area importantissima”, ma anche la situazione in Afghanistan e in Siria. “Lo abbiamo rimosso e ora la Siria e’ nel caos”, ha detto riferendosi a Bashir al Assad. Alla domanda se il ragionamento valesse anche per i dittatori italiani, il generale ha risposto: “No, mi riferisco ai casi degli ultimi 50 anni e poi comunque quelli italiani non li abbiamo deposti noi”.
Infine Vannacci ha parlato di energia e del caro prezzi, presentando gli emendamenti di Futuro Nazionale al decreto sicurezza. Secondo il generale una possibile via per attenuare il peso delle bollette sarebbe riaprire i canali energetici con Mosca. “Potremmo mitigare” l’aumento dei prezzi enegetici “se ricominciassimo a importare il gas via tubo dalla Russia. Lo dice anche Mario Draghi”, ha dichiarato.
Vannacci su Futuro Nazionale a margine della conferenza
Interpellato a margine sulla gestione della crisi internazionale in Iran e sulla posizione dell’Italia, Vannacci ha sottolineato la gravità della situazione. “Ho già risposto: avrebbe dovuto dire la verità. La situazione è grave. Non è una situazione nella quale possiamo dire ‘tout va très bien, Madame la Marquise’. È una situazione seria”. Il generale ha poi precisato che eventuali scelte operative spettano a chi è al governo: “Questa è una decisione che io potrei prendere qualora fossi al governo. Prima eleggetemi al governo e poi vi dirò quale sarà la mia decisione”.
Rispondendo a una domanda su un precedente commento riguardante il ministro della Difesa Guido Crosetto, Vannacci ha chiarito: “Non era una critica nei confronti di Crosetto, era una critica alla situazione. Il ministro della Difesa che si trova in zona di guerra a sua insaputa è un fatto che ha suscitato non solo l’ilarità ma l’interesse di tutta l’Italia”.
Tornando ai contenuti del pacchetto sicurezza, Vannacci ha spiegato il senso della proposta sullo scudo legale per le forze dell’ordine. “Io lo chiamerei lo scudo legale, perché noi dobbiamo proteggere queste forze dell’ordine che sono qui per proteggere i liberi cittadini. Nell’adempimento del loro dovere svolgono questa attività con qualcuno che magari vuole recare loro danno”.
Il generale ha inoltre chiarito che le norme sulla legittima difesa non significano incentivare il possesso di armi. “Non ho parlato di riarmare le persone, perché la legittima difesa si può esercitare anche senza un’arma da fuoco”.
Sull’impiego delle Forze Armate in aree ad alta complessità criminale, Vannacci ha spiegato che si tratta di una possibilità già coerente con le capacità operative dell’esercito. “Se ci fosse un’area di conclamata criminalità o di conclamata problematica criminale, l’esercito può tranquillamente intervenire con le sue tecniche, tattiche e procedure specifiche per bonificare quest’area. Sono cose che i soldati fanno nel loro addestramento normale”.
A titolo di esempio ha citato la zona di Rogoredo, ricordando però che la decisione spetterebbe alle autorità competenti: “Ho fatto l’esempio di Rogoredo, ma ce ne sono tante altre. Peraltro spetta al ministro dell’Interno definirle queste aree. Il nostro pacchetto sicurezza specifica proprio che la necessità e l’urgenza vengono definite dal ministro dell’Interno”.
Sul piano politico, Vannacci ha ribadito l’autonomia del movimento. “Futuro Nazionale è un partito indipendente che ha un suo programma e un suo obiettivo. Le alleanze le faremo a ridosso delle elezioni”.
Infine, commentando il tema della legittima difesa, ha osservato: “Io sono d’accordo con la convergenza su questo mantra, perché lei conosce una difesa che non è legittima? Stiamo dicendo una ovvietà”.
Rispondendo poi a una domanda sul caso Rogoredo e sull’ipotesi di archiviazione immediata per gli agenti coinvolti in fatti di servizio, Vannacci ha precisato che il pacchetto sicurezza prevede comunque la possibilità di riaprire le indagini qualora emergano nuovi elementi: “Nel nostro pacchetto è previsto proprio che, laddove emergano elementi che fanno pensare che quella persona non si sia comportata secondo una causa di giustificazione, possa essere indagata di nuovo”.



