La quaestio relativa alle primarie è ancora sotto i riflettori e al centro del dibattito politico italiano, con la maggioranza e l’opposizione che si scontrano sulla necessità o meno di adottare questo sistema per scegliere i leader dei partiti. Il governo Meloni, dal canto suo guidato da Fratelli d’Italia, ha espresso scetticismo sulle primarie, mentre l’opposizione, guidata dal Partito Democratico di Elly Schlein e dal Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, è a favore di questo sistema. Ma quali sono le ragioni del campo largo? L’opposizione ritiene che le primarie siano necessarie per garantire la democrazia e la partecipazione dei cittadini alla scelta dei leader politici. Schlein e Conte hanno sottolineato l’importanza di questo sistema per contrastare la destra nazionalista e per unire l’opposizione in un fronte comune. La maggioranza, invece, rimane scettica ritenendo che possano essere un sistema troppo costoso e poco efficace. Inoltre, alcuni esponenti della maggioranza hanno espresso preoccupazione per il fatto che le primarie possano favorire la frammentazione politica e la polarizzazione. I sondaggi parlano chiaro e mostrano un sostegno stabile per i principali partiti italiani, con Fratelli d’Italia al 29%, il Partito Democratico al 22% e il Movimento 5 Stelle al 12%. Ma qual’è la strada da seguire? La questione primarie è solo uno degli aspetti dello scontro tra maggioranza e opposizione. Per mettere al tappeto l’esecutivo Meloni, l’opposizione deve lavorare insieme e trovare un leader unificante e tutti al momento convergono sull’ex premier Giuseppe Conte. Sarebbe infatti il lui il favorito delle primarie, merito o no della Schlein che ha ricompattato il partito i sostenitori dell’ex premier del M5S salgono addirittura addirittura al 42,6% se la rosa dei candidati viene ristretta a tre soli nomi (Conte, Salis, Schlein). A sorpresa, in entrambi i casi al secondo posto si piazza la sindaca di Genova Silvia Salis che batte l’attuale segretaria Dem Elly Schlein. Le primarie potrebbero essere la chiave del cambiamento, ma è necessario che l’opposizione si presenti unita e con un programma chiaro ma al momento la nebulosa e lo stallo all’interno del campo largo la fanno da padrone. Resta poi il nodo della legge elettorale: con quella attuale il candidato premier coincide di fatto con il leader del partito più forte della coalizione, che oggi è ancora Schlein. Se invece il sistema venisse modificato rendendo obbligatoria l’indicazione preventiva del candidato, le primarie avrebbero tutto un altro ruolo. E diventerebbe dirimente decidere come farle: aperte o chiuse, a uno o due turni. L’esito del referendum potrebbe aver spianato la strada alle primarie? Chi può dirlo.



