Risposta dura, ferma e concreta del Ministro Piantendosi all’affaire Claudia Conte: nessun tipo di favoritismo e smentita netta alla loro presunta relazione. Questo in sintesi l’atteggiamento del numero uno del Viminale dopo la bufera mediatica scatenata a seguito della compromettente dichiarazione in radio della giornalista Claudia Conte che ha fatto il giro dei palazzi. Tra appuntamenti e riunioni il Ministro sta studiando contromosse e strategie di difesa per tutelare la propria persona dopo l’inferno di gossip e media che si è rovesciato sul Viminale. L’agenda degli impegni non ha subito modifiche: confermata l’agenda sia di oggi che dei prossimi giorni. E dal Viminale resta il no comment assoluto su tutta la vicenda per non alimentare gossip. Allo stesso tempo Piantedosi ha deciso di passare alle vie legali dando mandato ad un’avvocata. La linea percorsa da parte sua è chiaramente la classica: non ci sono mai stati incarichi, favori o interessamenti nei confronti di qualcuno e chi sostiene il contrario ne risponderà nelle sedi competenti. Questa la posizione del numero uno del Viminale e del governo. Dal canto suo la conduttrice si trincera in un lungo silenzio e non risponde agli attacchi mediatici facendo parlare la sua pagina social che la ritrae ieri madrina di un’associazione legata all’autismo. Ma mentre il Presidente del Consiglio ascolta il numero uno del Viminale che la tranquillizza, da parte dell’opposizione si cavalca la notizia e infuria la polemica. Il primo a parlarne a dispetto dello stesso cognome dell’interessata è proprio l’ex Premier Giuseppe Conte che parla di fuoco incrociato amico nella maggioranza mentre le opposizioni chiedono chiarimenti sulla vicenda e, soprattutto, su alcuni incarichi ottenuti dalla giornalista, tra cui una nomina a febbraio come consulente, a titolo gratuito della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie. Il deputato di Avs Angelo Bonelli ha presentato un’ interrogazione parlamentare alla premier Meloni: “Chiedo di sapere quanti siano gli incarichi, in varie forme, conferiti a Claudia Conte nella pubblica amministrazione e in Rai e sulla base di quali criteri e competenze. Mentre la leader dem Elly Schlein sostiene infine: “Non mi stupirei se ora Meloni chiedesse le dimissioni” anche di Piantedosi.



