Bollette e accise. Dopo un Consiglio dei ministri veloce-veloce, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato i contorni dell’ultimo Decreto-Legge approvato per prorogare la riduzione delle accise già in vigore, che scadrebbe il lunedì di Pasquetta, fino al primo maggio. Il provvedimento prevede il taglio temporaneo delle accise sui carburanti 25 centesimi al litro su benzina e gasolio, 12 centesimo al chilo sul Gpl.
«Per la proroga al primo maggio del taglio delle accise sui carburanti – ha detto – l’onere è intorno ai 500 milioni. Per 200 milioni c’è l’auto-copertura che deriva dall’incremento del gettito Iva, per altri 300 milioni sono risorse che sono state recuperate dai fondi Ets CO2 che non erano stati ancora utilizzati, avendo premura di non toccare quelli che erano stati destinati originariamente al sollievo delle aziende energivore. Oltre a questo, c’è un intervento mirato per le aziende agricole, cui viene esteso il taglio delle imposte già adottato per le pesca. Il decreto recepisce anche l’accordo con le associazioni di categoria Transizione 5.0. Abbiamo approvato un provvedimento anche su Simest per le imprese che lavorano sulle esportazioni».
Per quanto riguarda le spese della difesa, la dinamica e le previsioni l’appuntamento è quello della legge: «Parliamo del Documento di finanza pubblica – continua Giorgetti – che ad aprile dovrà essere presentato, su cui stiamo lavorando e su cui ho ovviamente, giustamente, doverosamente relazionato al presidente del Consiglio e al vicepresidente del Consiglio. Gli eventi internazionali ci suggeriranno eventuali altri tipi di interventi rispetto a una situazione molto complicata, anche sotto l’aspetto economico».
Il ministro dell’Economia allarga il suo ragionamento: «E’ chiaro che una riflessione a livello europeo, se la situazione non cambia, sarà inevitabile. Mi sono espresso già all’inizio del conflitto, ribadito il mio giudizio all’Eurogruppo, lo farò in qualsiasi consesso internazionale a cui parteciperò, perché questa è la realtà. Il tema della durata del conflitto produrrà ahimé conseguenze sia sulle politiche monetarie sia su quella fiscale dei Paesi che subiscono questi effetti».
Infine una battuta anche sul “caso” Piantedosi: «Non è mio collega di partito, non mi risulta iscritto alla Lega, ma non credo che sia una questione politica, in questo momento non vedo questioni politiche». Dopo il Consiglio dei ministri, Giorgetti ha partecipato alla riunione sull’ex Ilva a Palazzo Chigi per fare un punto sulla situazione dell’acciaieria con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Presenti il ministro degli Affari europei, del Pnrr e della coesione Tommaso Foti, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, il ministro delle Imprese e made in Italy Adolfo Urso.
Plaude al nuovo Decreto-Legge la Coldiretti. La conferma dell’estensione alle aziende agricole della misura sul credito d’imposta adottata per la pesca è importante per salvare le semine primaverili e l’annata agraria. A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,45 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Un balzo record che aveva portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni. Il caro gasolio, unito ai rincari dei fertilizzanti (l’urea ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra), rischia, infatti, di bloccare l’annata agraria proprio alla vigilia delle semine primaverili. In questa fase l’uso delle macchine agricole è indispensabile per le operazioni di preparazione dei terreni e l’agricoltura italiana non può permettersi di far restare i trattori nei capannoni.
Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin condivide la valutazione del ministro dell’Economia: «Siamo ai margini di una guerra che impone, anche a livello di accordi internazionali, diversi impegni, tra cui quello negli armamenti. La crisi energetica è conseguenza della guerra e quindi non può essere valutata in maniera diversa: non è ordinarietà. E le questioni straordinarie vanno viste con occhio diverso. Parliamo necessariamente di emergenza, perché per ora siamo in emergenza. Tutto quel che sta succedendo sui prezzi è una conseguenza delle turbolenze nel Golfo Persico. L’Italia non è direttamente esposta, ma lo squilibrio sta facendo venir meno l’offerta verso diverse parti del mondo, con effetti diretti su tutto il mondo».



