Aleggia ormai da un po’ di tempo e sembra definitivo lo spettro del lockdown energetico in tutta Europa Italia compresa. Le stime parlano di Maggio. Quando complice il conflitto in Iran e lo stop al petrolio per il blocco dello stretto di Hormuz, il Vecchio Continente si troverà ad affrontare un periodo di austerity davvero importante. La storia ci riporta indietro nel tempo addirittura agli anni ’70 durante la prima grande crisi petrolifera. Allora, in seguito alla guerra del Kippur, i Paesi arabi produttori di petrolio decisero di ridurre le esportazioni verso l’Occidente, causando un’impennata dei prezzi e una forte scarsità di energia. Anche nel nostro Paese furono introdotte misure drastiche come il divieto di circolazione delle auto, la riduzione dell’illuminazione pubblica e i limiti al riscaldamento. Si trattava all’epoca di una forma di razionamento energetico per gestire l’emergenza. M ai contesti sono ovviamente cambiati, e rispetto a oggi, le economie e le fonti energetiche diverse. e le fonti energetiche più varie, soprattutto grazie alle rinnovabili. Ma per gestire la crisi anche oggi i governi dei paesi che sono maggiori esportatori di petrolio dal Golfo potrebbero a ragion dovuta intervenire drasticamente sui consumi. Certamente rispetto agli anni 70 la spesa pubblica alla voce consumi è drasticamente aumentata vuoi perché 50 anni fa non c’era internet, l’Ai, la domotica, i cellulari e la diffusione massiccia dei condizionatori d’aria. L’allarme è arrivato pochi giorni fa dal commissario europeo all’energia, Dan Jørgensen che aveva già esortato gli Stati membri a prepararsi tempestivamente a uno scenario più critico. Lo spettro del razionamento, che costituirebbe l’esito di una situazione estrema in cui governi o autorità impongono limitazioni obbligatorie ai consumi di energia (elettricità, gas, carburanti) per evitare una crisi grave o un collasso del sistema. Il termine lockdown ci riporta inevitabilmente al 2020 quando la pandemia e il covid cambiarono lo scenario dell’Italia richiudendola nelle proprie abitazioni. In questo caso invece di limitare le persone, si limiterebbero le attività, consumi e servizi energetici. E quindi quale sarebbe lo scenario apocalittico secondo alcuni e ben più grave? Cosa potrebbe accadere? Un’ipotetica riduzione obbligatoria dei consumi domestici, per iniziare, poi un probabile stop o rallentamento di alcune industrie, limitazioni su riscaldamento, illuminazione o mobilità. Difficile fare delle ipotesi ora. I settori sono tanti ma le istituzioni ancora non hanno comunicato quali saranno quelli più colpiti a danno dei cittadini.



