Il giorno di Giorgia Meloni oggi alla Camera poi al Senato per il punto sul governo e le informative che metteranno l’accento sui temi caldi: guerra, energia, patto di stabilità, sicurezza, lavoro. Al centro il Paese i cittadini e le esigenze di tutti e il governo che è pronto a soddisfarle e non si dimette anzi va avanti nonostante i lupi grigi le sibille porta sfortuna e gli episodi che, in questi ultimi tempi vuoi le teste cadute e le dimissioni di più rappresentanti e ministri in atto, lascia intendere la Premier si va avanti con più efficacia che mai. Si parte con la posizione netta contro la guerra che l’Italia ripudia in barba agli alleati che fanno la voce grossa specialmente in Medio Oriente. Nette le parole della premier in merito al conflitto Usa-Iran: ”Agli alleati si dice con chiarezza quando non si è d’accordo, come sui dazi, come nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan definiti inutili, come sulla Groenlandia e sull’Ucraina. Da ultimo, come nella guerra in Iran, operazione che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato che è emerso nella sua concretezza con la vicenda di Sigonella nella quale l’Italia si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa. Una circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato”.Con queste parole Giorgia Meloni incassa il primo applauso della platea della maggioranza riunita stamane alla Camera, l’informativa continuerà alle 13,00 in Senato. E’ una no stop di contenuti e argomenti su cui il governo Meloni pone l’accento. Non da meno nel corollario delle azioni di governo la sospensione del patto di stabilità, ipotesi condivisa da maggioranza e opposizione se si presenti l’occasione di una recrudescenza del conflitto in Medio Oriente. E poi gli argomenti caldi e interni relativi al rafforzamento della sicurezza nel nostro Paese: assunzione di 10mila unità di ausiliari della sicurezza e volontari per l’Arma dei Carabinieri che andranno a vigilare su illeciti e atti di mancata sicurezza, rafforzamento delle unità esistenti e incentivo per un controllo a tappeto del territorio nazionale. Infine un argomento caro ai cittadini: la promessa di un piano casa che prevede in vista della ricorrenza del 1° maggio, l’approvazione da parte del il Consiglio dei ministri del Piano casa che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni. E alle malelingue che la vedono in procinto di dimissioni la Premier risponde: “ Ci metto la faccia, ne’ dimissioni ne’ rimpasto ma si avanti!”.



