Festa Polizia di Stato, Piantedosi: “Terrorismo minaccia reale, siamo dalla parte giusta” | Video

venerdì, 10 Aprile 2026
2 minuti di lettura

La sicurezza resta al centro dell’agenda del governo e, nel pieno di uno scenario internazionale segnato da conflitti e tensioni crescenti, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – alla prima uscita pubblica dopo il caso Claudia Conte – rivendica la linea dell’esecutivo già ribadita nella sua informativa dalla premier Meloni. Dal palco di piazza del Popolo, in occasione del 174esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, il titolare del Viminale difende l’operato del governo e delle forze dell’ordine, respingendo le critiche politiche.

Festa della Polizia, il video con le parole di Piantedosi

“Il fatto di riscontrare, sempre più spesso, critiche alla nostra azione fondate il più delle volte su elementi estranei al merito e alla concretezza dei provvedimenti che adottiamo e alla visione che li ispira, ci fa pensare che siamo dalla parte giusta”, sono le parole con cui ha dato forza al suo intervento, Piantedosi.

Il titolare de Viminale richiama poi l’attenzione sulla minaccia terroristica, che definisce tutt’altro che superata. “Nell’attuale momento storico, in cui si moltiplicano i conflitti internazionali, la minaccia cresce e richiede una sempre maggiore vigilanza. Il recente episodio in cui due militanti della galassia anarchica hanno perso la vita mentre costruivano un ordigno non è una notizia da archiviare in fretta: è la conferma che la minaccia eversiva è reale, presente, attiva”. Da qui il ruolo centrale della Polizia di Stato “nella prevenzione, nel monitoraggio dei fenomeni di radicalizzazione e nella protezione degli obiettivi sensibili”.

Il ministro sottolinea poi i risultati sul fronte della sicurezza: nel 2025 i delitti sono diminuiti complessivamente di oltre il 2%, con un calo più marcato per i reati più gravi. “I numeri raccontano risultati importanti: -15% gli omicidi volontari, il dato più basso dell’ultimo decennio, -6% i furti e -4% le rapine. Ma non siamo ancora appagati: siamo determinati a impiegare la restante parte del mandato per completare un piano di definitivo rafforzamento delle condizioni di sicurezza, come ci chiedono i cittadini”.

Sul contrasto alla criminalità organizzata, Piantedosi evidenzia il lavoro investigativo e i risultati economici: “Nel solo 2025 la Polizia di Stato ha arrestato 38 latitanti pericolosi, sequestrato beni per circa 850 milioni di euro e confiscato patrimoni per oltre un miliardo”. Un impegno che, sottolinea, punta anche a restituire risorse alla collettività: “Abbiamo riconsegnato ai territori 21mila beni, oltre 8mila solo nel 2025, il 300% in più rispetto al 2022”.

Accanto alle minacce tradizionali, cresce il peso della sicurezza digitale. “Il progresso tecnologico ha aperto spazi inediti anche per le attività criminali. Sicurezza oggi significa presidiare il cyberspazio, proteggere le infrastrutture critiche e garantire la sicurezza delle informazioni”. In questo ambito, la Polizia postale viene indicata come “un punto di riferimento a livello europeo”, con un ruolo destinato a rafforzarsi anche nei programmi di difesa della Nato.

Sul piano delle risorse, il ministro rivendica gli investimenti sul personale: “Dall’insediamento del governo sono stati assunti oltre 42.500 nuovi operatori tra Polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza, garantendo il turnover al 100%. Nei primi mesi dell’anno la sola Polizia ha registrato un incremento di 2mila unità e contiamo di arrivare a 27mila nuove assunzioni entro fine legislatura”.

Tra i temi più sensibili anche quello dell’immigrazione: “Nel 2025 i rimpatri dei migranti sono aumentati di oltre il 50% rispetto al 2022 e quest’anno cresciamo ancora del 20%”. Un trend che, secondo Piantedosi, potrà essere rafforzato dal nuovo quadro normativo europeo.

Infine, un passaggio sul decreto sicurezza e sul rapporto tra Stato e forze dell’ordine: “Abbiamo cambiato la logica con cui lo Stato si rapporta ai propri agenti. Chi usa legittimamente la forza o agisce per necessità non sarà più automaticamente iscritto nel registro degli indagati. Non si tratta di garantire scudi immunitari, ma di limitare forme radicate di presunzione di colpevolezza”.

Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il capo della Polizia Vittorio Pisani, che ha richiamato il contesto internazionale: “I conflitti armati alimentano processi di radicalizzazione e movimenti estremisti, con il rischio che il disagio si traduca in tensioni nelle nostre città. Continueremo ad affrontare questi rischi con professionalità, sul piano investigativo e dell’ordine pubblico, ma soprattutto con equilibrio, per garantire il pacifico esercizio della libertà di manifestazione”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.