Obsession di Curry Barker, si presenta inizialmente con le sembianze ingannevoli di un teen movie senza troppe pretese: toni leggeri, dinamiche sentimentali acerbe, quella timidezza emotiva che sembra già vista. In questa apparente semplicità assistiamo ad una lenta combustione narrativa che, quasi impercettibilmente, accumula tensione fino a alla deflagrazione finale.
Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival 2025, nella sezione Midnight Madness, questo horror indipendente (una quasi opera prima visto che è il primo lungometraggio di Barker in distribuzione nelle sale) affonda le sue radici in suggestioni pop — dall’episodio dei Simpson con la celebre “zampa di scimmia” fino ai giocattoli simbolici degli anni ’60, come il sinistro “Salice dei Desideri”. Proprio questo oggetto, apparentemente innocuo, diventa il fulcro di una riflessione disturbante sul desiderio umano: non tanto ciò che vogliamo, ma il prezzo — spesso deformante — che siamo disposti a pagare per ottenerlo.
Bear, interpretato da Michael Johnston, è l’archetipo del giovane incapace di agire, paralizzato dal timore di perdere ciò che ama. Nikki (un sorprendente Inde Navarrette), invece, si trasforma progressivamente da figura luminosa a presenza inquietante, in un crescendo che sfiora l’horror psicologico. Il suo volto, continuamente sospeso tra seduzione e deformazione, si impone come dispositivo centrale: il sorriso non rassicura, ma si incrina, si fa maschera instabile, promessa e minaccia insieme. La relazione tra i due evolve così in un legame ossessivo e malsano, dove i ruoli di vittima e carnefice si confondono fino a diventare indistinguibili. E non potrebbe essere altrimenti: quando il desiderio viene forzato, l’autenticità si spezza, lasciando spazio a una distorsione irreversibile.
La regia di Barker, già notato per il corto The Chair, dimostra una sorprendente consapevolezza del ritmo e dell’atmosfera, mentre la colonna sonora di Rock Burwell accompagna con eleganza il passaggio dal quotidiano al perturbante.
Un film che invita a non “correggere” ciò che è nella sua natura destinato a essere imperfetto, una metafora disturbante della dipendenza affettiva e del possesso, in cui l’amore, quando si fa ossessione, smette di essere salvezza per trasformarsi in condanna.
Obsession
2025
TITOLO ORIGINALE: Obsession
REGIA: Curry Barker
CAST:
Michael Johnston
Inde Navarrette
Cooper Tomlinson
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