Kiev reagisce: droni ucraini su San Pietroburgo nel primo giorno della “Davos” russa, colpiti terminal del petrolio, aziende militari e navi

mercoledì, 3 Giugno 2026
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San Pietroburgo

Il conflitto russo-ucraino sta entrando probabilmente nella fase più cruenta grazie anche alla ritrovata e sempre più incisiva capacità ucraina di risposta. Un attacco di droni lanciati da Kiev contro un autobus in viaggio da Mosca alla Crimea ha causato la morte di sette persone e il ferimento di altre undici, secondo quanto riferito dalle autorità della regione di Donetsk, controllata da Mosca, dove è avvenuto l’attacco. «Questa notte sono stati colpiti obiettivi importanti sul territorio della Russia», spiega Volodymyr Zelensky su Telegram rivendicando gli attacchi.

Non solo, i droni ucraini hanno preso di mira anche Mosca e San Pietroburgo. In concomitanza dell’apertura del summit economico Spief, promosso da Putin, la cosiddetta Davos russa, sono stati compiti navi e infrastrutture nel porto di Kronstadt, nella regione di Leningrado, vicino a San Pietroburgo.

Circa 20mila ospiti provenienti da 130 paesi dovrebbero partecipare al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, un evento annuale di tre giorni che in passato era il principale appuntamento della Russia per attirare investitori e aziende occidentali. Questi attacchi seguono una serie di lanci di missili e droni russi che ha causato 23 morti in tutta l’Ucraina. Il governatore russo della città, Alexander Beglov, ha dichiarato che diverse infrastrutture sono state danneggiate ma che non ci sono state vittime in questo attacco, che secondo i funzionari ucraini era destinato a disturbare il forum dov’è atteso il presidente russo Vladimir Putin.

Dal canto suo la Russia ha subito lanciato attacchi sistematici di rappresaglia contro l’Ucraina in risposta ai lanci di droni ucraini. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in conferenza stampa: «L’operazione militare speciale continua per prevenire attacchi di questo tipo». evocando – secondo l’agenzia di stampa statale russa Tass – il “carattere sistematico” delle “risposte della Federazione Russa”.

Zelensky intanto sollecita gli europei: «Bisogna accelerare i tempi del contratto sui missili Patriot. I fondi del pacchetto europeo di sostegno all’Ucraina, pari a 90 miliardi di euro, e le altre nostre risorse finanziarie devono essere impiegati nel modo più operativo possibile per l’adempimento proprio di quei compiti che garantiscono la protezione della vita degli ucraini». In segno di vicinanza, il leader ucraino ha ricevuto la visita a sorpresa del segretario generale della Nato, Mark Rutte, in seguito ai numerosi e massicci raid aerei russi che hanno colpito la capitale.

E c’è anche chi continua a sperare che le trattative tra Mosca e Kiev ripartano, come il primo ministro ungherese Peter Magyar: «L’Ungheria è disponibile a essere sede di negoziati per la fine della guerra in Ucraina. Possiamo fornire aiuti diplomatici e umanitari e l’Ungheria potrebbe anche essere sede di negoziati». A proposito delle garanzie di sicurezza di cui Kiev ha bisogno, Magyar ha detto che le promesse del memorandum di Budapest del 1994 «non sono state mantenute e che gli slogan vuoti servono a poco. Molte persone stanno morendo ed è possibile che questo Paese perda parte del suo territorio. Pertanto, l’Ucraina ha bisogno di garanzie internazionali concrete e vincolanti».

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