Caso Pierina, perché è stato scarcerato Louis Dassilva

mercoledì, 10 Giugno 2026
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Louis Dassilva è di nuovo un uomo libero, quasi due anni dopo l’arresto e il carcere.

In fondo ad un’inchiesta lunga tre anni e che sin da subito, da quel 3 ottobre 2023 in cui Pierina Paganelli venne uccisa, accese i propri riflettori sulla testa del 36enne vicino di casa della vittima. Dopo il lungometraggio di un giallo infinito, la Corte d’Assise di Rimini ha messo la parola ‘fine’ all’incubo dell’imputato.

Louis dopo essersi rapidamente confrontato con i propri avvocati ha poi abbracciato e baciato la moglie, accolto da uomo libero dalla decina di persone accorse anche sul colle di Covignano per “dargli il bentornato” con una pioggia di applausi. Preso d’assalto dai cronisti, Dassilva è stato presto sottratto dagli avvocati, non prima di dire le prime parole da uomo libero: “Ha vinto solo la giustizia. È la rinascita della giustizia”. Poi il 36enne è stato portato via dai suoi legali in un luogo “che non è via del Ciclamino” ha precisato in questo caso la moglie Valeria, poiché “via del Ciclamino è un posto pieno di brutte persone e cattivi ricordi”.

Chi è l’uomo assolto

Tutto ha inizio con l’omicidio di Pierina Paganelli, un caso di cronaca molto seguito in Italia negli ultimi anni. Paganelli fu uccisa nel 2023 con 29 coltellate nel garage del palazzo in cui viveva, a Rimini. Dassilva, cittadino senegalese, era l’unico imputato e si trovava in carcere in custodia cautelare da quasi due anni.

Paganelli fu trovata morta il 3 ottobre del 2023 dalla nuora, Manuela Bianchi, che ebbe poi un ruolo determinante nell’arresto di Dassilva. Dopo aver escluso l’ex marito di Paganelli, che era in Germania, le indagini si concentrarono sulle persone che vivevano in zona. Dassilva viveva lì vicino con la moglie, e nello stesso quartiere vivevano il figlio di Paganelli, Giuliano Saponi, con Bianchi e la figlia.

Dalle indagini emerse che Dassilva aveva una relazione con Manuela Bianchi e che i due si incontravano proprio nel garage di Paganelli. Gli inquirenti dovettero molto insistere con Bianchi per farle confessare la relazione. Alla fine lei la ammise e disse inoltre di aver incontrato Dassilva in garage prima di trovare il corpo di Paganelli e che lui le aveva detto come comportarsi con le forze dell’ordine. È indagata per favoreggiamento.

L’attenzione della procura si concentrò su Dassilva perché non aveva un alibi per l’ora della morte, che fu fissata alle 22:13 del 3 ottobre 2023. Fu possibile stabilirla con esattezza grazie alla telecamera di un garage, che pur non riprendendo la scena registrò le urla di Paganelli mentre veniva uccisa.

Dassilva fu perciò arrestato a luglio del 2024 e da allora era sempre rimasto in carcere. I dettagli della storia diventarono di dominio pubblico e furono molto commentati nei talk show televisivi, a cui la stessa Bianchi ha partecipato.

Il processo, cominciato a settembre del 2025, si era basato molto sulla credibilità di Bianchi, perché la sua testimonianza era di fatto l’unico elemento concreto a sostegno delle accuse a Dassilva, insieme all’assenza di un alibi. Non fu infatti mai trovato il suo DNA sulla scena del crimine, né l’arma del delitto. La difesa aveva sostenuto che le indagini fossero state eseguite in modo lacunoso e impreciso, e aveva contestato il fatto che non fossero mai state prese in considerazione ipotesi alternative.

Dassilva aveva chiesto l’assoluzione, e in subordine la possibilità di accedere al rito abbreviato, che gli avrebbe garantito in caso di condanna uno sconto di un terzo della pena. La procura invece aveva chiesto l’ergastolo, contestando a Dassilva anche le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dei futili motivi.

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