Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento sui rimpatri con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni. Il testo, uno dei pilastri del Patto migrazione e asilo entrato in vigore lo scorso 12 giugno, punta a velocizzare le procedure di ritorno dei cittadini di Paesi terzi privi del diritto di soggiorno nell’Unione europea.
Dopo il via libera dell’Eurocamera, il testo dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale. Alcune disposizioni — quelle relative ai centri di rimpatrio, alla valutazione dell’età dei minori e alla dimensione esterna dei rimpatri — si applicheranno immediatamente. Le restanti entreranno in vigore dodici mesi dopo la pubblicazione.
In base alle nuove norme, una decisione di rimpatrio comporta l’obbligo per l’interessato di lasciare il territorio dello Stato membro immediatamente o entro un termine definito. I cittadini coinvolti saranno tenuti a cooperare con le autorità e potranno essere posti in stato di fermo fino a 24 mesi, prorogabili di ulteriori sei in circostanze eccezionali, sulla base di una valutazione individuale legata a mancata cooperazione, rischio di fuga o minacce alla sicurezza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la notizia ai microfoni de Lo Speciale.
Piano rimpatri approvato da UE, le parole di Tajani
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso a Lo Speciale soddisfazione per il voto di Strasburgo, rivendicando il ruolo dell’Italia nell’orientare la politica migratoria europea. “L’Europa ha seguito la nostra posizione e questa è una scelta di fondamentale importanza per contrastare l’immigrazione irregolare”, ha dichiarato Tajani.
Il ministro ha citato i dati sul calo degli arrivi irregolari come conferma dell’efficacia dell’approccio italiano. “I risultati si sono visti: meno 60% di immigrazione irregolare. L’Europa segue le nostre proposte, che sono proposte di buon senso e servono a ridurre gli immigrati irregolari, quegli accordi bilaterali”, ha spiegato.
Tajani ha poi inquadrato il voto come un segnale più ampio di convergenza tra Roma e Bruxelles. “Con il voto di oggi è un altro segno di grande attenzione e di condivisione del modello dell’Italia”, ha aggiunto il ministro.



